Morgan ha parlato a cuore aperto di Marco Mengoni e Michele Bravi, due cantautori lanciati da lui a X Factor.

Morgan non dimentica i suoi ‘figliocci’. Il cantautore dei Bluvertigo, per anni giudice di X Factor e ancora oggi recordman per quanto riguarda i trionfi nella storia del talent, continua a sentire come propri alcuni degli artisti che ha contribuito a lanciare in quegli anni magici, come Marco Mengoni e Michele Bravi.

Due grandissimi nomi della musica italiana che, per un motivo o per un altro, negli ultimi anni non hanno potuto avere contatti con il coach che ha contribuito a lanciare la loro carriera. Un’ennesima dimostrazione di quanto Morgan sia stato e sia tutt’ora ostracizzato da una parte del mondo della musica.

Morgan svela la verità su Mengoni e Bravi

Intervistato da Francesca Fagnani nel programma Belve, il cantautore ha parlato apertamente di Marco Mengoni, portato alla vittoria a X Factor nel 2010 ma tenuto poi lontano da alcuni discografici, almeno secondo lui: “Non mi ha dimostrato gratitudine perché è attorniato da discografici che dicono – Non devi avere assolutamente contatti con Morgan“.

Marco Mengoni
Marco Mengoni

Discorso simile per il cantautore umbro, con cui però Morgan sarebbe riuscito a entrare in contatto negli ultimi tempi, seppur segretamente: “Se mi scoprono rischia che magari canta qualche canzone decente…“.

Morgan e la polemica sulle droghe

A contribuire all’ostracismo nei suoi confronti sarebbe stata un’intervista a Rolling Stone di qualche anno fa, quella famosa in cui parlava delle droghe. Il titolo all’epoca era stato infatti girato dai giornalisti, facendo intendere che lui avesse detto che la droga fa bene. Una dichiarazione che è stata però del tutto travisata.

Giudicate quello che faccio da artista, lasciate stare quello che faccio a casa“, ha spiegato Morgan nel corso della sua intervista. Ha quindi affermato di essere stato rimosso da X Factor, allontanato da Sanremo e, da quel momento, allontanato praticamente da tutti i programmi. Solo ad Amici era stato chiamato, ma se n’è dovuto andare a gambe levate: “Ricordo ancora quella sera, avevo ancora il microfonino e gli addetti ai lavori mi dicevano – Perché te ne vai? – Perché sono comunista, rispondevo, perché ormai avevo perso ogni speranza di dialogare con loro“.

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Morgan strillo

ultimo aggiornamento: 28-02-2022


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