Luchè, Dove volano le aquile: la recensione del quinto album del rapper partenopeo, a quattro anni di distanza dal precedente.

Quattro anni dopo, riecco Luchè. Il rapper partenopeo torna in questo 2022 a far sentire nuova musica con Dove osano le aquile, il quinto album della sua carriera da solista. Un disco importante, che arriva in seguito a una genesi lunga, tormentata, ricca anche di polemiche contro un’industria, quella della musica, che non lo ha trovato sempre d’accordo, per usare un eufemismo.

Ma oggi tutta la rabbia accumulata si è trasformata in musica, in nuove barre e canzoni taglienti che hanno il potenziale per soddisfare il suo pubblico. Anche se la sensazione è che lassù, dove volano le aquile, ancora il rapper napoletano non sia davvero riuscito ad arrivare…

Luchè, Dove volano le aquile: la recensione

Chiusa la sua vita con i Co’ Sang, Luchè ha saputo costruirsi un percorso solista fatto di tematiche gangsta rap ma anche di una grande novità nel panorama rap italiano: l’analisi a 360 gradi di un sentimento complesso come l’amore, già in passato al centro dei lavori dell’artista partenopeo.

Rapper
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Proprio l’amore, come ancora il potere e il riscatto sociale, altri temi già presenti nei suoi precedenti lavori, continuano a contrassegnare il percorso artistico di Luchè. Un artista che prova a evolvere ed evolversi, ma senza perdere di vista la sua identità. Il coraggio non gli è mai mancato, forse la voglia di osare, per certi aspetti, sì. Almeno dal punto di vista stilistico.

D’altronde, superati i 40 anni è difficile rivoluzionarsi fino in fondo. E così quel che viene fuori in questo lungo quinto capitolo della sua discografia è un album che presenta diverse sfaccettature, ma che non si allontana eccessivamente da una formula che funziona. Ad accompagnarlo in questa nuova avventura amici di vecchia data, come Marracash e Noyz Narcos, stelle emergenti come Madame ed Ernia, ma anche gli eredi artistici, CoCo e Geolier, che quella scuola partenopea la stanno portando avanti con risultati eccellenti.

In un mare di barre, non serrate ma sempre incisive, quel che però maggiormente colpisce è l’incipit, un’intro affidata alla voce, al consueto magica, di Elisa. Un’apertura che è più di un biglietto da visita o una dichiarazione d’intenti. Piuttosto è la summa di quattro anni di riflessione su se stesso e su un mondo che non sempre rispetta le proprie aspettative. E che forse anche per questo è giusto combattere, ma dall’interno.

Dove volano le aquile: la tracklist

1 – D10S (feat. Elisa)
2 – Slang
3 – No Love (feat. CoCo)
4 – Liberami da te (feat. Etta)
5 – Le pietre non volano (feat. Marracash)
6 – Qualcosa di grande (feat. Madame)
7 – L’ultima volta
8 – Ci riuscirò davvero (feat. Ernia)
9 – Karma (feat. CoCo)
10 – Password
11 – Tutto di me
12 – Si vince alla fine
13 – Over (feat. Geolier)
14 – Dire la mia
15 – Addio (feat. Guè e Noyz Narcos)
16 – Topless (feat. Geeno e CoCo)

Voto: 6.5

Di seguito il video di D10S:

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ultimo aggiornamento: 01-04-2022


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