La Lega ha avanzato una proposta di legge per obbligare le radio a trasmettere almeno 1 canzone italiana ogni 3.

Più musica italiana in radio. Questa la nuova proposta della Lega. Dopo essersi inserita nelle discussioni sul Festival di Sanremo all’indomani della kermesse, la politica italiana, e in particolare il partito di Matteo Salvini, torna a parlare di musica con una proposta di legge riguardante le canzoni italiane trasmesse dalle emittenti radiofoniche.

Una proposta che ha già suscitato molto clamore, tra chi rifiuta tale idea in nome della libertà di scelta e chi invece l’approva per difendere le nostre tradizioni musicali. Ma in cosa consisterebbe tale legge nel dettaglio? Scopriamolo insieme.

La proposta di legge sulle radio della Lega

Ad avanzare la proposta depositata a Montecitorio è stato il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Alessandro Morelli della Lega. In pratica, il suo provvedimento fisserebbe una quota per tutte le emittenti, nazionali e private: il 33% dei passaggi radiofonici dovrà essere dedicato alla musica italiana.

Non solo. Perché di questo 33%, il 10% dovrà essere appannaggio di giovani autori e di piccole case discografiche. Una proposta letta da molti in chiave politica, ma che in realtà vuole essere “il più trasversale possibile“, come affermato dallo stesso Morelli, che spera di raccogliere il maggior numero di firme tra tutti i gruppi parlamentari.

Fonte foto: https://www.facebook.com/MahmoodWorld/

La proposta di legge sulle radio della Lega: le reazioni

In molti, specialmente dalle opposizioni e da alcune testate nazionali, hanno però gridato allo scandalo, etichettano tale proposta come autarchica e anacronistica.

Anche perché, va detto, è stata collegata dall’onorevole Morelli al pensiero, quantomeno opinabile, secondo cui la canzone vincitrice del Festival di Sanremo, Soldi di Mahmood, avrebbe dimostrato “che le lobby e gli interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica“.

Nonostante le basi debolissime a fondamento di tale proposta della Lega, c’è però chi ha dato fin da subito pieno appoggio a una soluzione del genere, tra l’altro già presente in altri Paesi europei come la Francia.

Tra gli artisti, il primo a esporsi è stato Al Bano, che ha anzi auspicato una quota maggiore di musica italiana in radio (addirittura 7 canzoni su 10!). Ma anche il direttore generale della Siae, Gaetano Blandini, si è detto favorevole a una proposta del genere, per dare impulso alla crescita e allo sviluppo della nostra identità musicale.

Insomma, il dibattito è più aperto che mai. E tu da che parte stai?

Di seguito il video di Soldi, il brano vincitore del Festival di Sanremo:

FONTE FOTO: https://www.facebook.com/MahmoodWorld/

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ultimo aggiornamento: 18-02-2019


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