Mondadori pubblica Jeff Buckley. La sua vera voce, volume in cui sono presenti materiali del compianto cantautore.

Mettere insieme una vita da frammenti e materiali diversi può essere un’impresa difficile, ma non impossibile: questo è ciò che hanno fatto il giornalista David Browne e la madre di Jeff Buckley, Mary Guibert, per realizzare Jeff Buckley. La sua vera voce, che esce in Italia con Mondadori. I diari offrono uno sguardo alle abitudini quotidiane, alle riflessioni e ai lucidi sogni ad occhi aperti fatti da chi li scrive, presentando spesso un vago profilo della persona che li ha lasciati. Questo diario, dunque, non funge da appendice clinica – o invasiva – del lavoro e dei risultati dell’artista, bensì evoca lo spirito singolare del defunto cantautore.

Chitarra
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Jeff Buckley, arrivano in Italia i diari del cantautore

Jeff Buckley: His Own Voice è una raccolta di “giornali, oggetti” con resoconti intimi e istantanei della sua vita personale e della sua ascesa alla fama, oltre a testi inediti, lettere a persone care e fotografie di strumenti, vestiti e album. Tratto principalmente dai sei taccuini sopravvissuti di Buckley, il libro è stato assemblato e co-curato da sua madre, Mary Guibert, e dal giornalista di Rolling Stone, David Browne, uno dei primi giornalisti a sostenere Buckley in una sezione del New York Times, nel 1993 e autore della biografia del 2001, Dream Brother: The Lives and Music of Jeff and Tim Buckley. Una foto da Instagram:

Inteso come un libro di memorie postume, La sua vera voce permette a Buckley di parlare da solo e di mettere a tacere molti dei malintesi che sono sorti da quando fece la sua fatale nuotata nel fiume Mississippi il 29 maggio 1997. Fino a quel momento, la sua eredità artistica si basava principalmente sulla forza del suo LP di debutto, Grace del 1994. Il tragico incidente lo trasformò, quasi da un giorno all’altro, in una serie di personaggi che senza dubbio avrebbe odiato: una figura di culto lunatica; un rubacuori condannato; sinonimo di potenziale non realizzato. In questo volume, l’umanità, l’umiltà e l’umorismo di Buckley sono sempre in primo piano.

Un excursus nella sua adolescenza

Il libro ripercorre la sua storia fino alle sue prime avventure musicali da adolescente a Orange County, in California. Un biglietto per la prima esibizione dal vivo del quindicenne Buckley, il 21 settembre 1982 come membro della band Mahre Bukham, appare accanto a un poster per un concerto di qualche tempo dopo. Gli spettacoli gli sono valsi abbastanza credito da giustificare un’intervista nel suo giornale del liceo, che venne anche ristampato. Rivelando un sorprendente livello di esperienza nel mondo dello spettacolo, condivide la sua speranza di montare una “buona lenta scalata verso l’alto“.

La scalata continuerà per il resto del decennio. Questi anni di maturità musicale ed emotiva sono documentati dai testi delle prime canzoni, note di incoraggiamento a se stesso “be the best. no negativity, no weakness, no aquiesence to fear“), missive adorabilmente entusiaste a sua madre, “Got my passport,. Got my bank accounts!” e budget sostanziosi per finanziare il suo trasferimento ad est nella città dei suoi sogni: New York.

Questi sogni sono stati alimentati in parte dalla sua formidabile connessione di dischi, nastri e libri, le cui foto sono incluse nel volume. Le biografie di Chuck Berry, Hank Williams e Ray Charles sono presenti sui suoi scaffali insieme ai tomi beatnik di Kerouac e Burroughs e persino una copia di Spoken Urdu. I suoi gusti musicali erano altrettanto eclettici e comprendevano John Coltrane, Elvis Costello, Joni Mitchell e Rush.

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ultimo aggiornamento: 31-10-2021


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