I MotelNoire e la scarica rock di On TV: giù il cappello di fronte al capolavoro

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Giù il cappello, arrivano i MotelNoire: On TV si candida di diritto tra i capolavori del 2017 della musica italiana.

Pronti al grande salto i MotelNoire, il progetto nato nel 1999 dall’incontro di Domenico “Nik” Castaldi (chitarrista), Christian “Kris” Del Giudice (cantante) ed Enrico “Enrik” Tantussi (percussionista/batterista) nelle periferie di Milano. Completano la formazione Danilo Di Lorenzo (tastiere/programmazione), Eugenio Ventimiglia (batterista), Tony Corizia (bassista) e decidono di rivivere il loro passato con la pubblicazione del nuovo album On TV, un disco dai temi attuali che riprende le sonorità del grande rock, completandole con un’aura noir, che ricorda una stanza abbandonata di un motel sperduto.

MotelNoire, ‘On TV’ e il sogno del rock italiano

L’album d’inediti  è impreziosito da collaborazioni internazionali come Gary Wallis e Alex Meadows, Nathan East ma anche nazionali come Federico Zampaglione e presenta tredici canzoni tutte da vivere.

Apre l’album una Welcome to my life che accoglie gli ascoltatori con un bel suono di chitarra che precede l’ingresso in scena della voce graffiante. Buona scelta per l’introduzione, peccato per il ritornello forse poco coraggioso che fa rotta verso il pop invece che far esplodere il rock. Nota di merito per la linea di basso e i passi slappati.
Segue la title-track caratterizzata da una parte ritmica funky che piace e trascina. Una bella stoccata sociale con il sorriso disegnato sulle labbra. Orecchiabile, rock e gagliarda. Il discorso sembra farsi ancora più serio con Il tuo nome, tra musica e testo forse una delle canzoni più belle dell’intero album. Gran bel groove le chitarre, riff riuscito. Gran bell’idea il rock-blues de Le mani del Diavolo, con un cantato che richiama alla memoria un bel Piero Pelù, quello degli anni buoni. Riuscita anche la parentesi Dove va a finire il cielo, la ballad che in fondo aspetti dall’inizio dell’album. Belle le aperture musicali e vocali, belle le suggestioni evocate dal testo.

Con Favelas torna in pista l’irriverenza della band, un altro bel gancio nello stomaco, altra raffinata critica impegnata. Gran canzone, riuscitissima. Poco da aggiungere. Non può non colpire l’inizio dai toni epici di Je suis Paris, forse il gran capolavoro, la perla nascosta dei MotelNoire. Street of angels è la seconda canzone dai bit bassi, arricchita dalle partecipazioni del grande Federico Zampaglione, la soave Clara Moroni Jake La Furia, una canzone sulle tante morti per incidenti stradali. Un toccante epitaffio, un graffiante monito. Segue Mercato Nero e arriva la convinzione che questi sono fenomeni veri! Con Persone trasparenti ci avviamo purtroppo alla conclusione di On TV, album che, fidatevi, può dare del filo da torcere a mostri sacri del rock italiano come Vasco Rossi e Ligabue. Aumentano i bit e cresce la scarica di adrenalina con Respect, canzone che ha tratti ha potere di proiettare nei magnifici anni Ottanta. Sulla stessa scia troviamo Sicario, mentre con Per Sempre arriviamo ai titoli di coda, che scorrono, insieme a una lacrima, sul tappeto di tastiera e su una chitarra che fa venire la pelle d’oca.

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ultimo aggiornamento: 20-07-2017

Nicolò Olia