Caparezza, La certa: il video, il testo e il significato della nuova canzone del rapper di Molfetta.

Prosegue l’avventura di Exuvia, l’ultimo album di Caparezza, pubblicato nel maggio 2021. Dopo il successo di singoli come La scelta, Campione dei Novanta, El Sendero e Come Pripyat, il rapper di Molfetta, sempre sui generis e controcorrente, sceglie di lanciare in questa estate, nella ridda di hit estive che puntano sempre sui soliti temi leggeri, un brano decisamente importante, il penultimo della tracklist di Exuvia: La Certa. Una canzone che non lascia scampo a equivoci e che parla apertamente di morte.

Caparezza
Caparezza

Il video e il testo di La certa di Caparezza

La canzone è stata pubblicata, con tanto di video ufficiale, dallo stesso rapper pugliese il 13 giugno. Ad accompagnarla una clip molto interessante, scritta e diretta da Albert D’Andrea e prodotta dalla Sunnycola Srl, con protagonisti lo stesso Michele, il pitbull Jolie, Selene Stella nel ruolo di La certa, e poi una serie di altri attori che recitano come performer, ginnaste, professori, studenti, contadini e Parche. Di seguito il video ufficiale:

Canzone tra le più apprezzate dell’ultima fatica discografica di Michele, questa canzone ha conquistato tutti fin dall’uscita del disco, ben prima che potesse essere scelta come singolo. Prima di analizzarne il significato, ecco il video con il testo di La Certa:

Il significato di La Certa

Il riferimento nel titolo è, come abbiamo detto, alla morte, ed è una ripresa della celebre locuzione latina “nihil morte certius“, che possiamo tradurre come “non c’è nulla di più certo della morte“. All’interno del testo, Capa impersona la stessa morte e sembra motivarsi con un monologo pieno di spunti interessanti.

Lo stesso Michele ha spiegato alcuni dettagli del brano in diverse interviste. Ad esempio, a SBS Italian ha fatto notare che il titolo La Certa dialoga per assonanza con La scelta, uno dei suoi precedenti singoli, e questo per contrapporre le due canzoni: perché la Morte è una certezza, non una scelta. L’ispirazione gli è stata, tra l’altro, fornito dalla lettura del romanzo L’arte della gioia di Goliarda Sapienza, in cui la morte viene chiamata proprio con questo nome.

Il monologo, nel dettaglio, sembra essere un invito a vivere la propria vita pienamente e intensamente, senza voltarsi a guardare al passato, e senza rivolgere il pensiero alla morte, ma sapendo che la morte arriva sempre, per tutti, inevitabilmente, che gioca anche un ruolo essenziale nelle nostre vite. Se non esistesse, infatti, combineremmo “la metà di niente“.

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strillo

ultimo aggiornamento: 15-06-2022


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