La biografia di Amy Winehouse: il soul, la carriera e la triste morte

Le tappe principali dello straordinario talento soul Amy Winehouse, icona mondiale della musica e della moda: dagli incredibili esordi fino alla prematura scomparsa.

Un nome, quello di Amy Winehouse, che non può suonare sconosciuto a chi è amante della musica. Parliamo di una cantante che nel giro di pochissimi anni è diventata un punto di riferimento del nuovo soul, quello portato avanti da una generazione di cantanti bianchi, come Adele o Duffy.

Ma Amy non ne faceva solo parte, e anzi, era considerata la precorritrice di questo nuovo movimento. Musica per intenditori con un taglio pop marcato, ma sopratutto, attraversata da un timbro impossibile da dimenticare, e che nel giro di pochi anni, ha fatto scuola.

Certo Amy Winehouse non ha mai fatto segreto di soffrire di problemi alimentari e di condurre una vita trasgressiva: era dedita all’uso di droghe e all’alcol, argomento che la cantante non ha mai avuto problemi a trattare anche nelle sue canzoni. Presto, purtroppo, le dipendenze la condurranno alla stessa parabola tragica di Kurt Cobain e di molti altri artisti e l’intero mondo della musica piangerà una scomparsa che forse si sarebbe potuta evitare.

Tuttavia la cantante, morta a 27 anni, sarà sempre ricordata come un’innovatrice, capace di regalare al mondo delle hit intramontabili. Ecco a voi la storia di Amy Winehouse.

Amy Winehouse: la biografia e gli esordi musicali

Amy Winehouse (altezza 1,59) nasce a Londra il 14 Settembre 1983. A dieci anni fonda una band rap, le Sweet’n’Sour. Qualche anno dopo, nella rigida scuola da lei frequentata, non mancherà di farsi giudicare negativamente indossando piercing e bigiotteria appariscente, cosa che più tardi la renderà un’icona non solo musicale, ma anche del mondo della moda.

Crescendo la Winehouse si appassiona anche alla chitarra e al canto, in particolare allo stile musicale per cui verrà considerata un vero talento e che la consacrerà al grande pubblico: il soul. La musica è un momento di evasione per la giovane Amy, una fiamma che brucia dentro di lei e che non vede l’ora di uscire.

Nel 1999, a 16 anni, la cantante riesce ad entrare nella National Youth Jazz Orchestra. È finalmente l’occasione di fare della sua passione una professione. Ma a Amy questo non basta, e così la ragazza comincia a scrivere canzoni sue. E qualche anno dopo, nel 2002, il destino busserà alla sua porta.

Proprio quell’anno un suo provino arriva nelle mani del suo amico Tyler James, cantante soul che riesce a farlo ascoltare ad un talent scout. E passerà poco tempo da quando Amy Winehouse firmerà con la casa discografica Island/Universal.

La discografia di Amy Winehouse: Back to black e i primi successi

Un anno dopo uscirà Frank, l’album di debutto di Amy Winehouse. Il disco riceve critiche entusiastiche ma la cantante ne prende le distanze, asserendo di non trovarsi d’accordo con la scelta della casa discografica nell’introduzione di alcuni brani.

In questo periodo scrive anche la canzone Long Day per l’amico musicista Tyler James, contenuta nell’album d’esordio di quest’ultimo, The Unlikely Lady.

Dovranno passare altri tre anni prima che si torni a parlare di Amy Winehouse, che fino al 2005 decide di prendersi una pausa dalle scene per curare i propri disordini alimentari e per lavorare al nuovo disco. Intanto i rotocalchi scandalistici non perderanno occasione per immortalare qualche figuraccia dovuta, come si capirà in seguito, al suo abuso d’alcol.

Nel 2006 esce Back to Black, l’album di Amy Winehouse che conquista le classifiche di Regno Unito e America in pochissimo tempo. Il primo singolo estratto e tormentone mondiale, Rehab, parla del rapporto della cantante con le dipendenze e del suo rifiuto a sottoporsi alla riabilitazione.

Ecco il video di Rehab di Amy Winehouse:

A riconferma del giovane talento della cantante nel 2007 esce il singolo Love is a Losing Game che viene premiata come miglior canzone dell’anno, e il cui testo verrà addirittura usato come traccia d’esame a Cambridge in paragone con la poetica di Sir Walter Reigh.

La dipendenza dalla droga

A seguire esce il singolo Just Friends, ma parallelamente iniziano le prime difficoltà: i problemi legati alle dipendenze e alla vita dissoluta rovinano le sue prestazioni canore in alcuni live e diventa presto evidente al mondo intero che Amy Winehouse è affetta da un terribile tarlo che la sta divorando dall’interno.

Nelle foto di questo periodo il suo aspetto è trascurato, i capelli disordinati, il suo corpo è scheletrico. E non è sicuramente un caso, dal momento che parliamo di un’icona non solo della musica, ma anche di stile.

Nel 2008 la cantante è attesa alla premiazione statunitense dei Grammy Awards, dove il suo successo mondiale già lasciava presagire le 5 vittorie da lei conquistate quell’anno. L’ambasciata americana a Londra non le accorderà il visto d’ingresso per gli Stati Uniti, molto probabilmente proprio a causa delle ultime vicende legate alla droga. La cantante si adeguerà alla volontà delle autorità esibendosi lo stesso per mezzo di un collegamento satellitare.

Successivamente viene pubblicata versione Deluxe del suo primo album Frank, ma intanto lei comincia un lungo calvario nelle cliniche di disintossicazione.

Numerose sono le apparizioni della cantante in stato confusionale durante premiazioni e show musicali, che dagli anni dell’esordio fino alla prematura morte hanno alimentato un gran fuoco di discussioni e gossip sul suo presunto stato di salute. Amy Winehouse, infatti, ha sofferto anche di problemi alimentari che ha confessato con candore all’Indipendent in un’intervista che ha fatto il giro del mondo, attirandosi anche la simpatia di qualcuno che ha visto in questo una ragazza qualsiasi e non la solita star televisiva costruita a tavolino.

Il matrimonio con Blake Fielder-Civil

Blake Fielder-Civil, marito di Amy Winehouse, si unisce in matrimonio con la cantante nel 2007. Si tratta di un ex assistente di produzioni video, considerato da molti colui che la iniziò all’eroina; un amore tossico da cui la cantante divorzierà due anni dopo.

In realtà Fielder-Civil dichiarerà di non aver iniziato la cantante all’uso di droghe, quanto piuttosto di non esserle stato accanto e di aver peggiorato la situazione con la propria, di dipendenza.

Nonostante un successivo matrimonio tra Fielder-Civil e Sarah Aspin (che creerà qualche controversia anche alla Winehouse con una denuncia per stalking da parte della donna), l’uomo si è sempre dichiarato legato alla cantante, tanto da tentare il suicidio a un anno di distanza dalla tragica scomparsa ingoiando un cocktail di farmaci. Un gesto che lo condurrà in coma ma da cui riuscirà ad uscire miracolosamente poco tempo dopo.

Amy Winehouse
Fonte Foto: https://www.facebook.com/amywinehouse/

Dopo la separazione da Blake Fielder-Civil

Nonostante Fielder-Civil sia considerato dai fan della Winehouse il principale responsabile delle dipendenze e quindi della morte della cantante, l’ex marito si è sempre difeso dalle accuse, confessando anche di sentirsi molto in colpa per non essere riuscito a salvare l’ex moglie. Negli anni successivi alla morte di Amy Winehouse verrà immortalato più volte con dei fiori di fronte alla tomba della cantante.

Dal 2009 pare che Amy Winehouse fosse impegnata con il registra Regg Travis e che avesse anche avviato le pratiche di adozione per una bambina caraibica. Nel 2012 il frontman dei The Libertines, Pete Doherty, farà una scioccante rivelazione affermando di essere stato segretamente legato alla cantante nel periodo precedente alla morte.

La morte di Amy Winehouse e il disco postumo

Amy Winehouse è morta il 23 Luglio 2011 nella propria casa a Londra, a soli 27 anni, una notizia che ha fatto acuire le voci sulla presunta maledizione riguardante i musicisti scomparsi alla sua stessa età. I referti medici parlano di uno shock dovuto a una dose massiccia di alcol.

Moltissime saranno le manifestazioni di cordoglio da parte di amici e colleghi del mondo della musica per il giovane talento che aveva da poco iniziato a farsi conoscere come stella mondiale del soul.

Eppure la cantante pare avesse sconfitto da poco i suoi problemi con la droga, e che fosse sulla via giusta per la riabilitazione e per tornare sui palchi di tutto il mondo. Ma allora come è morta Amy Winehouse?

A far chiarezza ci ha pensato la sua guardia del corpo, Andrew Morris, che quella tragica notte si trovava in casa con lei: «Sembrava la stessa di sempre, non si comportava in modo diverso dal solito», ha dichiarato Andrew durante un’udienza postuma alla morte di Amy. Ma un curioso fatto, forse, avrebbe potuto allarmare la guardia: la cantante ha passato la serata a guardare video su YouTube di se stessa, una cosa che anche lo stesso Andrew non gli aveva mai visto fare.

La mattina stessa sarà proprio lui a trovarla distesa sul letto, con diverse bottiglie vuote di vodka sul pavimento.

Certo col senno di poi questi dettagli aprono a numerosi spiragli. Ma pare proprio che quello di Amy non sia stato un suicidio. Cristina Romete, suo medico personale, lo avrebbe confermato: «Amy mi disse specificatamente che non voleva uccidersi, non voleva morire». Una frase relativa ad un incontro del giorno prima della morte.

A colmare il grandissimo vuoto lasciato da Amy, nel 2011 esce postumo Lioness: Hidden Treasures, ultimo disco dell’artista. L’album ottiene un notevole successo e alla fine dell’anno l’artista riceve una nomina ai BRIT Award, prima nomination postuma nella storia del noto premio musicale.

Amy Winehouse
FONTE FOTO: https://www.facebook.com/amywinehouse/

Il ricordo di Amy Winehouse attraverso i genitori e le star

Il 14 settembre 2011 nasce la società benefica Amy Winehouse Foundation, che si propone di sostenere le famiglie disagiate e in particolar modo le persone dipendenti da alcol e droga.

Riprendendo un discorso che Amy Winehouse aveva affrontato in vita, e cioè quello di aiutare le persone meno abbienti o gravemente malate (generosità che le valse il soprannome soft touch), i genitori della cantante hanno concordato di voler devolvere l’intero incasso del libro Amy, mia figlia, all’associazione. Anche gli incassi del marchio di moda Fred Perry, con cui la Winehouse aveva stretto una collaborazione realizzando una propria linea di vestiti nel 2010, ha deciso di devolvere i propri incassi all’associazione.

L’etichetta discografica da lei fondata nel 2009, la Lioness Records, rimasta scoperta della propria dirigente, ha chiuso i battenti nel 2011 conservando solo la propria pagina Facebook in ricordo dell’artista.

Nel 2013 Amy Winehouse è stata inserita nella Walk of Fame di Londra per il suo incredibile contributo lasciato al mondo musicale. Dopo la sua morte saranno moltissimi i personaggi della musica ad esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa del giovane talento: Adele, Lady Gaga, e Lana del Rey sono solo alcune di quelle che hanno dedicato un pensiero a una delle loro più grandi fonti d’ispirazione.

Fonte Foto: https://www.facebook.com/amywinehouse/

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ultimo aggiornamento: 12-04-2018

Lorenzo Martinotti