Amy Winehouse, distrutti i demo di un possibile terzo album. La Universal: “Questione morale”

Perché i Green Day si chiamano così?

Salaam Remi, fidato collaboratore della compianta artista, ha distrutto i demo di quello che sarebbe diventato il terzo album di Amy Winehouse.

Demo distrutti e nessuna possibilità di recuperare quello che sarebbe diventato il terzo album della compianta Amy Winehouse. “Ne ho fatto una questione morale: prendere una parte dei brani o una traccia di voce è qualcosa che non avrei mai permesso sotto la mia autorità. Adesso non potrà succedere sotto l’autorità di nessun altro”. Queste le parole di uno dei dirigenti della Universal, la casa discografica di Amy Winehouse. Il produttore Salaam Remi, uno dei più fidati collaboratori dell’artista, non ha voluto che nessuno potesse, nemmeno in futuro, mettere le mani su un vero e proprio album inedito.
Dopo la morte della Winehouse era stato pubblicato un album postumo, con tracce selezionate dagli archivi sia da Remi che da Mark Ronson, altro collaboratore della cantante, con la supervisione del padre di Amy, Mitch.

Le dichiarazioni sui demo distrutti sono arrivate a margine di un’intervista per il documentario, “Amy”, diretto da Asif Kapadia, sul mercato dal prossimo 3 luglio, domani. ll master col materiale inedito fu consegnato dopo la scomparsa di Amy Winehouse, con quattordici brani inediti. Documentario che non è piaciuto al padre dell’artista, che così si è rivolto a registi e produttori: ” Dovreste vergognarvi di voi stessi. Avevate la possibilità di fare un film fantastico e ve ne siete usciti con questo”.

Se ti è piaciuta la notizia, condividila sui social!

ultimo aggiornamento: 02-07-2015

Redazione Notizie Musica