Woodstock 1999: la line up e la storia dell’evento funestato da incidenti gravissimi, raccontato in una docu-serie su Netflix.

Alcuni artisti farebbero volentieri a meno di vedere il proprio nome accostato a Woodstock 1999. L’evento che avrebbe dovuto celebrare i trent’anni di Woostock, il leggendario festival di Bethel, fu infatti non solo un fiasco colossale, ma un vero dramma collettivo. A riportarlo in auge sono stati, negli ultimi anni, alcuni documentari incentrati propria su quello che accadde in quei quattro giorni di follia, non ultima la docu-serie Trainweck: Woodstock ’99, arrivata da poco su Netflix. Riscopriamo insieme la storia di quell’evento, a partire dalla line up, ricca di band leggendarie.

La line up di Woodstock 1999: i cantanti e le band

L’evento si tenne nella zona orientale di Rome, New York, presso un’ex base aeronautica militare. Avrebbe dovuto essere una grande celebrazione per i 30 anni di Woodstock, l’originale. Non a caso, Michael Lang avrebbe voluto portare sul palco molti dei protagonisti dell’evento simbolo degli anni Sessanta. Tra molteplici rifiuti, alla fine dovette accontentarsi di John Entwistle degli Who e Mickey Hart, batterista dei Grateful Dead che partecipò con il suo gruppo di allora, i Planet Drum. Robby Krieger dei Doors si aggiunse, invece, a sorpresa durante il set de Creed per suonare la celebre Roadhouse Blues.

Metallica
Metallica

Ad ogni modo, anche senza i ‘dinosauri’ del rock, la line up era formata da nomi destinati a diventare leggende della musica rock, metal, ma anche elettronica, hip hop e di ogni altro genere. Ce n’era davvero per tutti i gusti:

Alanis Morissette
– Big Sugar
– Bruce Hornsby
– Buckcherry
– Bush
– The Chemical Brothers
– Collective Soul
Creed
Dave Matthews Band
– DMX
Elvis Costello
– Everclear
– Everlast
– Fatboy Slim
– G. Love and Special Sauce
– George Clinton & the P. Funk All-Stars
– Godsmack
– Guster
– Ice Cube
– Insane Clown Posse
James Brown
Jamiroquai
– Jewel
Kid Rock
Korn
Limp Bizkit
– Lit
– Live
Megadeth
Metallica
– Mike Ness
Moby
The Offspring
– Olenander
– Our Lady Peace
Rage Against the Machine
Red Hot Chili Peppers
– The Roots
– Rusted Root
– The Brian Setzer Orchestra
– Sevendust
Sheryl Crow
– The Tragically Hip
– The Umbilical Brothers
Willie Nelson
– Wyclef Jean con Refugee Allstars

La storia di Woodstock 1999: incidenti

Alla base dei gravi problemi di questo evento vi fu una pessima organizzazione. Il caldo era opprimente, il sito mancava di zone d’ombra in grado di poter dare un refrigerio, il costo di cibo e bevande negli stand era altissimo, bagni e lavandini erano malridotti o malfunzionanti, oltre che insufficienti. In poco tempo la situazione degenerò, e molte persone per ribellarsi mandarono in frantumi anche i pochi bagni utilizzabili, causando dei piccoli allagamenti in cui trovare refrigerio, incuranti della presenza di liquami.

Non contribuirono poi a migliorare la situazione alcuni artisti. Ad esempio, gli Insane Clown Posse, durante la loro esibizione, gettarono tra il pubblico banconote da 100 dollari, innescando violente risse. L’evento che maggiormente viene però ricordato come la massima onta di Woodstock 1999 fu il set dei Limp Bizkit. Durante l’esibizione della band di Fred Durst, molti fan si scatenarono, distruggendo tutto ciò che gli capitava sotto mano. Vennero riportati numerosi casi di tentativi di stupro, e lo stesso Durst venne criticato per aver incitato la folla con frasi del genere: “Ora lasciatevi andare, perché non ci sono fottute regole là fuori“. In un’intervista successiva, il cantante si giustificò affermando che dal palco era impossibile vedere cosa accadeva tra la folla e non si era conto che qualcuno si stava facendo del male.

Concerto metal
Concerto metal

Ma le violenze non terminarono con i Limp Bizkit. Anche nella sera seguente, durante le esibizioni di Red Hot Chili Peppers e Megadeth qualcosa andò storto. Gli organizzatori avevano distribuito tra il pubblico delle candele per creare un’atmosfera magica durante l’esecuzione di Under the Bridge dei Peppers, ma qualcuno le accese prima del previsto, altri le utilizzarono per fare dei falò e in poco tempo si innescò un incendio che raggiunse anche una torre radio. In poco tempo la situazione degenerò, vennero divelti altri materiali alla ricerca di carburante per far propagare le fiamme e, nel caos generale, i bancomat e molti rimorchi pieni di merci vennero forzati e svaligiati, mentre anche gli stand degli ambulanti andavano a fuoco.

Alla fine della quattro giorni il bilancio era composto da quarantaquattro persone arrestate (solo una per violenza sessuale, nonostante le testimonianze di tantissimi altri stupri, anche di gruppo, avvenuti durante l’evento), moltissimi feriti e un morto. Un uomo, David DeRosia, collassò tra il pubblico per la disidratazione durante l’esibizione dei Metallica e morì dopo un giorno di coma.

Le conseguenze di Woodstock 1999

La nomea di peggior evento musicale della storia non è dunque ingiustificata per un festival come Woodstock, che fin dalla sua organizzazione sembrava essere stato messo in piedi solo per permettere agli organizzatori di guadagnare denaro e agli sponsor di ottenere visibilità. A rendere il tutto deprimente fu però il comportamento dei fan, decisamente fuori controllo.

Nel corso degli anni ci si a lungo interrogati su quale sia stato il motivo di tale degenerazione. Per alcuni il problema era da ricondurre alla prima diffusione di materiale pornografico su internet, per altri a dei gusti musicali virati, in quel periodo, verso generi come rap, nu metal e hard rock dai suoni duri e aggressivi, che incitavano alla rissa. Tutti elementi che aiutano a comporre un quadro complessivo, ma che mai potranno spiegare appieno cosa accadde in quei quattro giorni di pura follia.

Di seguito alcune immagini del set dei Limp Bizkit:

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strillo

ultimo aggiornamento: 08-08-2022


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