100 anni fa nasceva Charles Bukowski: Vasco Rossi lo ricorda così

100 anni fa nasceva Charles Bukowski: Vasco Rossi lo ricorda così

Vasco Rossi celebra i 100 anni dalla nascita di Charles Bukowski con un post sui social in cui traccia il parallelismo tra lui e il celebre scrittore.

Vasco Rossi ricorda Charles Bukowski nel giorno del centesimo anniversario della sua nascita. Era il 16 agosto 1920 quando, ad Andernach, in Germania, veniva al mondo l’ultimo grande poeta maledetto, lo scrittore autore di capolavori come Taccuino di un vecchio sporcaccione, oltre che di centinaia e centinaia di poesie diventate negli ultimi anni celebri aforismi da social network. Un artista controcorrente, distante anni luce dal perbenismo e dalla retorica imperante spesso nel mondo dell’arte (e non solo). E per questo, un vero modello per il Blasco, che ha voluto celebrarne la memoria in un giorno così importante.

Vasco Rossi ricorda Charles Bukowski

Per ricordare il mitico scrittore, il Blasco ha voluto ricondividere un testo di Fernanda Pivano in cui viene tracciato un parallelismo proprio tra il rocker di Zocca e il poeta maledetto. Queste le parole della scrittrice: “Ma tutto questo non c’entra con l’affinità intellettuale, e insisto a definirla soprattutto e magari soltanto intellettuale, tra Charles Bukowski e Vasco Rossi, tra questi due mostri dell’opinione pubblica e queste due dolcissime vittime di sogni troppo grandi per poter essere realizzati“.

Vasco Rossi

Vasco Rossi come Charles Bukowski

Nella sua riflessione, la Pivano proseguiva affermando che sono i sogni che dovrebbero rendere gli uomini sinceri, pronti a combattere per le proprie idee anche a costo di fallire in partenza. Una riflessione che la portava a questa domanda: “Chi lo sa se questi due artisti che ho scelto come modello per spiegare uno dei tanti punti di vista possibili, trasgrediscono per denuncia, come diceva Lillian Hellman, o per disperazione come diceva Bukowski, o per bisogno di affermare a qualunque costo la propria indipendenza, come dice Vasco. Forse non lo sapremo mai. Quello che sapremo è che molti di noi saranno capaci di tremare leggendo le poesie di Bukowksi o quelle di Vasco, col loro messaggio di integrità proposto come premio o comunque come sogno per la vita di ragazzi in attesa di diventare uomini“.

Questo il post pubblicato dal rocker di Zocca:

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