Sting dopo il live al Bataclan: “Parte del mio lavoro è guarire”

Nessuno se la sentiva di esibirsi al Bataclan, ma Sting ha accettato la missione e ha fatto delle belle dichiarazioni dopo il live.

Sting è stato il primo artista a esibirsi sul palco del locale parigino Bataclan, riaperto al pubblico a un anno di distanza dalla strage del 13 novembre scorso, per mano dell’Isis.

Il cantante inglese, tornato sulle scene musicali con il nuovo disco di inediti “57th & 9th”, ha parlato in un’intervista a Repubblica del suo ruolo di artista e delle responsabilità che sente di avere.

“Parte del mio lavoro è guarire, far sentire meglio la gente, dare gioia, in qualche modo educare”.

Le ferite lasciate dalle stragi del 13 novembre a Parigi sono impossibili da rimarginare, ma Sting ha voluto dare un grande segnale, con la sua partecipazione: rimettersi in piedi, nonostante il dolore subito.

Un concerto difficile

Nella stessa intervista dopo il live, Sting ha ammesso che è stata una serata difficile: da una parte c’era il profondo dolore e il rispetto dovuto alle famiglie delle vittime; dall’altra parte c’era la voglia di ripartire, proprio da quel locale che fu lo scenario di tante, troppe morti.
Prima di cominciare il concerto, il cantautore inglese ha chiesto ai presenti un minuto di silenzio per commemorare le vittime dell’attentato: il silenzio, ha spiegato il cantante, è una forma di meditazione e di preghiera, ed era giusto iniziare così la serata.

Eagles of Death Metal respinti

Durante la serata di riapertura del Bataclan, due componenti degli Eagles of Death Metal (la band che suonava in quel tragico giorno) sono stati respinti dal direttore della sala concerti del locale.

“Sono venuti ma li ho mandati via. Ci sono cose non si perdonano”.

Il riferimento è ad alcune dichiarazioni della band, che sospettavano dei rapporti tra il servizio di sicurezza e gli attentatori.

Sting si è detto dispiaciuto di quanto successo, perché avrebbe desiderato incontrare la band; ha giustificato le loro gravi dichiarazioni con lo stato di shock dopo l’attentato.

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ultimo aggiornamento: 14-11-2016