Rocco Hunt, Rivoluzione: la recensione del quinto album del rapper campano di Fantastica e Un bacio all’improvviso.

Quinta fatica per Rocco Hunt, che dopo aver ritrovato la Libertà nel precedente album, ci presenta con questo la sua Rivoluzione. O almeno lo fa nelle aspettative, non del tutto rispettate. La formula vincente non viene infatti abbandonata dal rapper di Salerno, che pur volendo non riesce più a sorprendere. Se usi gli stessi ingrediendi, anche mescolandoli diversamente otterrai lo stesso cocktail. Che sia arrivato il momento di osare?

Rocco Hunt, Rivoluzione: recensione

Sta arrivando la rivoluzione, bro“, aveva a più riprese promesso e annunciato Rocco Hunt in alcuni spot pubblicitari per il suo nuovo album. Meglio subito chiarire: di rivoluzionario nella quinta fatica discografica del rapper salernitano non c’è molto. Anzi, forse proprio nulla, bro.

Rocco Hunt
Rocco Hunt

Vicino ai dieci anni di carriera ormai Rocco è diventato un artista prevedibile. Il che non è per forza un difetto. Grande hitmaker, per sé e per altri, ha dimostrato di poter fare rap da strada anche rimanendo pienamente immerso in un mondo puramente pop. E lo ha fatto fin dalla sua prima partecipazione a Sanremo con ‘Nu juorno buono. Da allora di strada ne ha percorsa Hunt, ma dopo aver trovato la ‘formula’ giusta non sembra più intenzionato a evolvere davvero.

Come già il suo predecessore Libertà, Rivoluzione non è un album brutto. La produzione è di buon livello, la penna e la lingua di Rocco si confermano affidabili. Ma il contenuto è una vera e propria raccolta di cliché provenienti sia dal mondo del rap che da quello del pop. Le anime di Hunt si incontrano ancora una volta: c’è spazio per la sua estrazione da stradaiolo cresciuto nella scuola partenopea, ma non mancano le canzoni d’amore, in italiano e in napoletano, e ovviamente anche le hit estive che lo hanno consacrato a star latina negli ultimi anni.

Aggrappandosi a tanti amici e colleghi che permetteranno all’album di raggiungere ottimi risultati in streaming (da big della vecchia guardia come Gué, Fabri Fibra, Luché ed Emis Killa, alle nuove leve della scena partenopea, come Lele Blade e Geolier), il disco si sviluppa sulla durata di poco più di quaranta minuti senza grandi sobbalzi. Nella prima parte, più malinconica e matura, tornano i classici temi dell’ascesa sociale, dei problemi che comporta la fame, della cambiamento della propria vita quando si ha una famiglia, delle rinunce che bisogna fare. La seconda, più leggera, presenta una serie di canzoni d’amore agrodolci e la doppietta di pezzi reggaeton-pop cono Ana Mena, i tormentoni delle ultime estati.

In mezzo, qualche brano degno di nota: su tutte la title track, ma anche la piacevole Fantastica con i Boomdabash, secondo singolo estratto e buon successo in radio. Deludono alcune collaborazioni, apparse davvero sottotono, mentre non lascia a bocca aperta Fa’ o’ brav‘, un esercizio di stile e freestyle che vede Rocco cimentarsi alla pari con campioni della rima come Emis Killa.

Gli ingredienti per un disco che possa confermare il successo del predecessore ci sono tutti. Anche se ha il sapore del passo indietro rispetto a Libertà, che già di suo non era un album indimenticabile. E la sensazione è che Rocco possa restare questo: un artista con idee e un discreto talento, incapace però di fare quel salto di qualità per diventare grande per davvero.

Rivoluzione: tracklist

1 – Nel percorso (Lele Adani Intro)
2 – Rivoluzione
3 – Solido (feat. Gué Pequeno)
4 – Fantastica
5 – L’urdemo vase
6 – Caffelatte (feat. Carl Brave)
7 – Vada come vada (feat. Fabri Fibra)
8 – Fiocco azzurro
9 – Regole da infrangere (feat. Luchè)
10 – Fa’ o’ Brav’ (feat. Emis Killa, Yung Snapp, MV Killa, Lele Blade)
11 – Te penso ancora
12 – Un bacio all’improvviso (feat. Ana Mena)
13 – Che me chiamme a fa? (feat. Geolier)
14 – A un passo dalla luna (feat. Ana Mena)
15 – Sultant’ a mia

Top: Rivoluzione

Voto: 6

Di seguito l’audio della title track:

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ultimo aggiornamento: 05-11-2021


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