Addio a Gary Brooker, storica voce dei Procol Harum

Addio a Gary Brooker, storica voce dei Procol Harum

Gary Brooker è morto: addio al cantante e frontman dei Procol Harum, storica band inglese di A Whiter Shade of Pale.

Un tremendo lutto ha sconvolto il mondo della musica rock inglese (e non solo): è morto Gary Brooker, storico cantautore e fondatore dei Procol Harum, la band di A Whiter Shade of Pale, uno dei più grandi successi nella storia della musica inglese. Unico rappresentante della formazione originale rimasto con la band fino alla fine, il grandissimo artista britannico è scomparso all’età di 76 anni, secondo quanto riferito a causa di un brutto male.

È morto Gary Brooker

Pianista, autore e grande cantante, Gary Brooker sarebbe stato ucciso in queste ore da un tumore, un male con cui ha combattuto a lungo. Che le fossero gravi era risaputo. L’artista alla fine dello scorso mese di novembre aveva dovuto cancellare le date dei Procol Harum a Brescia e Padova a causa di problemi di salute.

Lutto

Già nel mese di marzo del 2021 la formazione aveva subito la perdita dell’ex bassista Alan Cartwright, ucciso a 75 anni da un tumore allo stomaco. Una sorte simile è arrivata purtroppo anche per Brooker, che lascia un vuoto enorme in tutti i fan dei Procol Harum e, con tutta probabilità, mette la parola fine all’avventura di un gruppo che ha scritto pagine e pagine di storia.

Chi era Gary Brooker

Nato a Londra nel 1945, Gary aveva fatto il proprio debutto nel mondo della musica nel 1962 alla guida dei Paramounts, un gruppo R&B di discreto successo. Solo quattro anni dopo fondò i Procol Harum, insieme al paroliere Keith Reid. Con una line up composta anche da Robin Trower, Matthew Fisher, David Knights e Bobby Harrison, la band registrò il proprio maggior successo, quella A Whiter Shade of Pale, una delle canzoni simobolo di un’epoca.

Gary era rimasto alla guida del gruppo fino all’ultimo, pubblicando tantissimi album nel corso di una lunga carriera e regalandosi centinaia di concerti. Nel 2003 era stato nominato anche Cavaliere dell’Impero Britannico per i suoi meriti artistici, che lo avevano portato a lavorare anche con artisti del calibro di Eric Clapton, Paul McCartney e Ringo Starr.

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