Mogol è il nuovo presidente della SIAE: le sue prime parole

Mogol è il nuovo presidente della SIAE, la società italiana autori ed editori. Il paroliere succederà a Filippo Suga, in carica dal 2015 a oggi.

La notizia è ufficiale: Giulio Rapetti, noto al grande pubblico con il suo nome d’arte Mogol, è il nuovo presidente della SIAE. L’elezione è avvenuta proprio nelle scorse ore, e il paroliere più famoso d’Italia arriva dopo Gino Paoli, in carica dal 2013 al 2015, e Filippo Sugar.

Mogol presidente della SIAE

È stato eletto e acclamato dopo una riunione volta a nominare presidente e consiglieri. Con Mogol, la Società italiana autori ed editori acquista senza ombra di dubbio una figura fondamentale, specialmente in un momento delicato come quello odierno. Parliamo infatti dell’autore per eccellenza, che sicuramente sarà in grado di portare la sua esperienza e utilizzarla al meglio per portare miglioramenti e novità.

La carica arriva all’età di 82 anni: un nuovo step nella carriera di uno dei mostri sacri della musica italiana, che proprio negli scorsi giorni aveva rivelato il motivo per cui Battisti, storico collaboratore, abbia deciso di ritirarsi dalle scene.

Mogol
Fonte foto: https://www.facebook.com/Alemanno.Gianni/

Mogol: la battaglia per il diritto di autore

Il nuovo presidente, dunque, si spera sarà in grado di mettere finalmente tutti d’accordo in un momento assai difficoltoso per il diritto d’autore italiano, dal momento che il ministro dei Beni Culturali dell’attuale governo, Alberto Bonisoli, ha dichiarato più volte di essere propenso a prendere la direzione della liberalizzazione dei diritti.

Ecco le sue prime parole da presidente, riportate dal Ilsole24ore: «Siamo in guerra: si sta attentando al diritto d’autore. Responsabili sono le multinazionali piene di miliardi. Ma spero tanto che vinceremo: loro hanno i miliardi e fanno attività di lobbying, noi abbiamo ragione».

Una battaglia per difendere gli autori e assicurare al ruolo una dignità: «È un problema di tutti, non solo della Siae: se la cultura dovesse soccombere davanti ai soldi, sarebbe grave per tutti, italiani ed europei».

Fonte foto: https://www.facebook.com/Alemanno.Gianni/

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ultimo aggiornamento: 11-09-2018