Totò, Malafemmena: il significato del testo e la storia della più celebre tra le canzoni scritte da Antonio de Curtis, il principe della risata.

Tutti conoscono il Totò attore, molti il Totò poeta, ma in pochi ricordano che il principe della risata è stato anche un ispirato paroliere e cantautore. Porta in particolare la sua firma una delle canzoni più note del canzoniere napoletano della metà del Novecento: Malafemmena. I suoi fersi sono oggi ancora intonati in tutta l’Italia, e sono stati presi in prestito da tantissimi artisti di fama internazionale, da Mina a Massimo Ranieri. Ma qual è la storia e il significato del testo di questa canzone?

Il significato del testo di Malafemmena di Totò

Partiamo dal titolo. Malafemmena è un’espressione che nella lingua napoletana viene generalmente utilizzata per riferirsi a una donna che provoca sofferenza al suo spasimante o innamorato tramite un comportamento sopra le righe, attirando lo sguardo solo per il proprio tornaconto personale.

Totò
Totò

Ed è proprio il significato del titolo a farci comprendere a fondo il significato delle parole che troviamo nel ritornello: “Femmena, tu si ‘a cchiù bella femmena, te voglio bene e t’odio, nun te pozzo scurdà. La canzone venne scritta dall’attore nel 1951 in occasione del festival La Canzonetta, che si teneva ogni anno a Piedigrotta, un quartiere di Napoli. Il brano fu assegnato al cantante Mario Abbate, che la incise su disco, ma arrivò al successo solo qualche anno dopo, per voce di Giacomo Rondinella e quindi, nel 1956, di Teddy Reno, che la interpretò nel celeberrimo film Totò, Peppino e… la Malafemmena di Camillo Mastrocinque.

Chi è la ‘malafemmena’? La storia della canzone di Totò

Fu lo stesso principe della risata a raccontare da dove gli venne l’ispirazione per questo testo. A quanto pare, si trovava a Formia per girare un film quando gli venne un’improvvisa ispirazione. Ma chi era la donna amata così disperatamente da Totò? Diverse sono le ipotesi che si sono fatte nel corso degli anni. Per diverso tempo si è ritenuto che la ‘fortunata’ fosse Silvana Pamparini, attrice che de Curtis aveva conosciuto sul set nel film 47 morto he parla. Secondo la figlia Liliana, però, la destinataria del brano fu sua madre, la moglie di Totò, Diana Bandini Lucchesini Rogliani. E a provare tesi sarebbe in fatto che nell’incisione inviata alla Siae compariva la scritta A Diana.

A portare a un sentimento di rancore sarebbe stato questo fatto di gossip. Al momento della loro separazione, i due fecero un patto: lei non avrebbe dovuto lasciare la loro casa prima che la figlia avesse compiuto i 18 anni. Diana però non mantenn la parola e sposò un altro uomo, perdendo così definitivamente la fiducia del suo ex marito. Di seguito la celebre versione di Teddy Reno tratta dalla pellicola sopra citata.

Le versioni indimenticabili di Malafemmena

La canzone più famosa di Totò è stata cantata da una serie interminabile di artisti. Tra le versioni degne di nota, oltre a quella di Teddy Reno, vale la pena ricordare quelle di Andrea Bocelli, Renato Carosone, Lucio Dalla, Enzo Jannacci, Fausto Leali, Mina, Roberto Murolo, Gino Paoli, Gigi Proietti, Lina Sastri e Claudio Villa. Questa la versione di Dalla:


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