Il resoconto del Concerto del Primo Maggio 2019: grandi protagonisti Noel Gallagher, Carl Brave, Daniele Silvestri e Ghali.

Unico ospite internazionale del Concerto del Primo Maggio 2019, nonché headliner, Noel Gallagher non ha deluso le aspettative. In una piazza San Giovanni piena quasi al massimo nonostante la pioggia che a tratti ha funestato le esibizioni del tardo pomeriggio, l’ex Oasis con i suoi High Flying Birds ha portato sul palco un po’ di Beatles oltre ai successi con le sue di band.

Un vero trionfo al termine di un pomeriggio lungo e segnato dalla musica indipendente italiana, sia rap che pop. Un connubio che ormai ha stretto la morsa anche sul Concertone, con il risultato di renderlo nuovamente una manifestazione fresca e attrattiva per le nuove generazioni.

Concerto del Primo Maggio 2019: i protagonisti

All You Need Is Love è stato l’omaggio di Noel Gallagher ai Beatles. Una canzone cantata in coro dall’intera piazza, al di là delle decadi di distanza che ci separano dai Fab Four. Magia.

Il ruolo più complicato, quello di erede sul palco dell’ex Oasis, è assegnato a Carl Brave. Forte della sua spontanea romanità e di un pubblico molto affezionato, il cantautorapper non ha faticato a riscaldare il pubblico e a rendersi degno del delicato compito, grazie anche al successo di hit come Fotografia.

Nel clou della serata, si segnala anche l’omaggio della coppia Manuel Agnelli-Rodrigo D’Erasmo a Kurt Cobain, a 25 anni dalla sua scomparsa, con una splendida versione di You Know You’re Right, oltre a quello a un’altro indimenticabile del rock, Lou Reed, celebrato con la splendida Perfect Day.

Concerto
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Concerto del Primo Maggio 2019: i momenti migliori

Merita una menzione tra i momenti più emozionanti anche la presenza di un ospite che con la musica non ha nulla a che fare: Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, il ragazzomorto dopo un pestaggio avvenuto in seguito a una arresto.

Ma tra uno slogan e un altro, è sempre la musica al centro della manifestazione. E allora ecco salire sul palco lo straordinario Daniele Silvestri con la sua Argentovivo, che richiama anche Agnelli e Rancore (esibitosi nel pomeriggio da solista), seguito dai Subsonica, sempre al top.

Ma stupisce con il suo rock anche il trapper di Sanremo, Achille Lauro, accompagnato alla chitarra da Federico Poggipollini (Ligabue), al basso da Marco Castellani (Le Vibrazioni) e alla batteria da Sergio Carnevale (Bluvertigo).

Tra i protagonisti principali non si può non menzionare Motta, che riceve da Dori Ghezzi il premio Siae, o Ghali, che accende una folla già stanca, o ancora il romano Gazzelle, vero idolo della platea.

E poi ancora gli irriducibili Negrita e le giovani band del pomeriggio: Pinguini Tattici Nucleari, Ex-Otago, Eugenio in Via di Gioia, apprezzatissime dal pubblico. Tra trap, musica cantautorale e tanto indie pop, la serata volge al termine, lasciando un sapore soddisfacente per una piazza bagnata e felice.

Non sarà La fine del mondo cantata a squarciagola dalla folla nel pomeriggio all’arrivo di Anastasio, ma è stata una bella esperienza. La dimostrazione che il Concertone, ormai quasi trentennale, è ancora in grandissima forma.

Di seguito il video dell’esibizione di Achille Lauro sulle note di Rolls Royce:

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