Ministri, le stoccate ai Makeskin, a Ermal Meta e Fabrizio Moro

Perché i Green Day si chiamano così?

Durante un’intervista a Rolling Stone i Ministri si sono lasciati andare riguardo alcuni colleghi e sulle dinamiche della discografia attuale.

Questa volta ne hanno proprio per tutti. I Ministri, usciti da poco con il loro nuovo singolo Fidatevi, durante un’intervista a Rolling Stone hanno tracciato un quadro della situazione attuale della musica italiana, parlando in maniera più o meno indiretta di talent, Sanremo e discografia.

I Ministri contro Maneskin

Si comincia dai Maneskin, band arrivata seconda a X Factor, ma che ha saputo fin da subito conquistare il successo fuori dal reality: «Se il rock è quello dei Maneskin, intendiamoci, va anche bene che il rock si estingua. Manuel è stato bravo a lavorarli, ma l’idea di essere associati a un genere che preveda un ragazzo che canta cover attaccato al palo della lap-dance ci sembra quanto di più distante da quel che ha mosso noi e che continua a muoverci».

Una critica prevedibile, in fondo, arrivata direttamente da una delle band storiche del panorama indie italiano, e che non ha mai evitato di esprimere la propria posizione, spesso contro il sistema della discografia nostrana. E non è la prima stoccata, fra l’altro, che riceve la band romana. Anche i colleghi de Lo Stato Sociale avevano recentemente ironizzato sul tour precoce dei Maneskin, conquistato senza nessun tipo di gavetta. Proprio come Talent comanda.

I Ministri
FONTE FOTO: https://www.facebook.com/iministri/

Ce n’è anche per Meta e Moro

Dragogna e compagni passano poi a parlare del loro nuovo singolo, Fidatevi, che è uscito anticipando il disco omonimo. La band ha voluto spiegare il messaggio contenuto nella canzone, paragonandolo al brano vincitore di Sanremo 2018, Non mi avete fato niente, ed esprimendo come i concetti dei due pezzi siano fondamentalmente gli stessi, sebbene espressi in maniera diversa:

«Gridare frasi che toccano la pancia della gente ci sembrava scontato. Non ci interessa dire qualcosa che sia già condivisa da chi ci ascolta […] A noi non interessa oggi parlare di terrore. Mettiamola così, siamo sullo stesso campo da gioco della canzone che ha vinto Sanremo, solo che abbiamo provato a raccontare quella storia con altre parole e cercando di essere meno retorici».

Insomma, una critica velata (neanche troppo) al solito sistema musicale, che pare privilegiare e spingere chi esce dai talent a discapito di chi ci mette sudore, passione e impegno da anni, e che fa vincere Sanremo a una canzone retorica.

E forse, tutti i torti i Ministri non ce li hanno. Fidatevi.


FONTE FOTO: https://www.facebook.com/iministri/

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ultimo aggiornamento: 08-03-2018

Lorenzo Martinotti