‘Giorno di festa’, Riccardo Inge: ritmi sfrenati e tanto cuore

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Riccardo Inge e il suo Giorno di Festa: il bello della musica italiana

Viene voglia di scatenarsi alle canzoni di Riccardo Inge, presentatosi al grande pubblico con il suo EP Giorno di Festa. Le canzoni restano nella mente, si fanno cantare, meriterebbero spazio in radio: indovinata la durata di ogni singolo pezzo, l’album fila liscio all’insegna del sorriso e del piacere.

Riccardo Inge, Giorno di festa:

L’EP apre con Cosa resterà di noi e le emozioni che portano la collaborazione di Cranio Randagio, il rapper recentemente scomparso. Bello l’incontro tra il rap e un pop con vero mordente. La carica della canzone d’esordio si perde in una più banale Fino a domani, che pure presenta buoni spunti parlando di fantasia musicale. Meno nel testo in verità. La canzone si propone come un buon singolo, orecchiabile e movimentato. Più riuscita, forse più vera e genuina Tasche, dove la strofa corre a ritmi sfrenati e piacevoli e l’apertura del ritornello è affidata all’elettronica. Ci si poteva aspettare una chitarra elettrica più prepotente, forse più in linea con la canzone, sicuramente meno coerente con il disco. Giusto così. In Meglio Ballare fa il suo ingresso in scena la chitarra con un bel palm mute aggressivo, quasi anni ’80. Pregevole la commistione tra i generi, con l’onnipresente vena pop, la musica elettronica e gli strumenti a fiato. Ben riuscita, candidata al successo stereofonico. Chiude l’EP una soft Peter Pan, dove emerge il cuore dell’autore. La via è da perseguire con convinzione.

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ultimo aggiornamento: 02-05-2017

Nicolò Olia