Il significato di Buonanotte, l’intensa lettera di Ernia al figlio mai nato

Il significato di Buonanotte, l’intensa lettera di Ernia al figlio mai nato

Ernia, Buonanotte: il testo e il significato della canzone più intensa dell’album Io non ho paura del rapper milanese.

A contribuire al grande successo di Io non ho paura, quarto album di Ernia, arrivato due anni dopo la consacrazione con Gemelli, è stata anche una traccia molto personale, intima, e intensa: Buonanotte. Si tratta di un brano di estrema malinconia, a tratti struggente, in cui il rapper ha voluto mettere a nudo il suo cuore raccontando una delle esperienze più traumatiche che una coppia possa vivere: la perdita, consapevole, di un figlio. Scopriamo insieme il significato di una canzone destinata a far parlare per molto tempo.

Ernia si racconta con Buonanotte

È stata la prima traccia che ho scritto per questo disco, perché era una vicenda avvenuta da poco“, ha raccontato il rapper milanese, parlando proprio del brano che più di tutti ha lasciato a bocca aperta i fan, quelli di vecchia data e quelli che per la prima volta hanno approcciato al suo mondo. Impossibile negarlo: basta indossare delle cuffie e far partire la traccia per ricevere quello che metaforicamente parlando viene definito “pugno nello stomaco”. Perché Ernia ha utilizzato, in questa canzone, le parole giuste per far vivere a tutti il proprio dolore.

Ernia

Tema centrale del brano è un aborto. Un aborto non spontaneo, ma scelto, deciso, non senza conseguenze. Perché un’interruzione di gravidanza non è una passeggiata, nemmeno per chi la vive, o anzi, soprattutto per chi la vive. Ed è per questo che meriterebbe da tutti un rispetto differente.

Il significato di Buonanotte

Ho buttato giù ciò che sentivo in quel momento, e credo che a modo suo sia un testo equilibrato“, ha spiegato in un’intervista a Rolling Stone lo stesso Matteo, che ha voluto toccare un tema controverso, divisivo, non lesinando un accenno polemico, ma dando soprattutto spazio al dolore, alla paura e all’amore, sentimento bifronte che non ti salva dalla sofferenza: “Non è certo un’invettiva che se la prende con chi è contrario all’aborto: è un racconto personale“.

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Un racconto messo giù sotto forma di lettera dedicata a un figlio mai nato, per rendere ancora più lucido ed emozionante il racconto di chi vive un’esperienza traumatica violenta, che cambia per sempre la sua vita, sia quella individuale che quella di coppia. C’è spazio per la descrizione del dolore della madre mancata, delle lacrime spese, dei sorrisi che appaiono improvvisamente per poi lasciar spazio all’estrema malinconia. E c’è anche la rabbia per chi a livello mediatico e burocratico continua a demonizzare chi prende una decisione del genere, senza provare realmente a capirne il motivo.

Un testo toccante che vale la pena leggere con attenzione. Di seguito il video:

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