Tutto su Vittorio Nocenzi, il tastierista del Banco

Tutto su Vittorio Nocenzi, il tastierista del Banco

Vittorio Nocenzi: la carriera, la vita privata e tutte le curiosità sullo storico tastierista e compositore che ha fondato il Banco del Mutuo Soccorso.

Tra i grandi signori del rock italiano, di quel prog capace di portare alta la nostra bandiera fuori dai confini, permettendoci di suonare alla pari con mostri sacri come Genesis, ELP o Gentle Giant, un posto di riguardo l’occupa anche Vittorio Nocenzi. Il compositore e tastierista dei Castelli è stato co-fondatore del Banco del Mutuo Soccorso, un gruppo che ha scritto pagine di storia della nostra musica. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla sua carriera e la sua vita privata.

Chi è Vittorio Nocenzi: la biografia

Vittorio Nocenzi è nato a Marino, caratteristico comune alle porte di Roma, il 23 gennaio 1951 sotto il segno dell’Aquario. Appassionato di musica fin da piccolo, studia il pianoforte prima privatamente, poi al Conservatorio Santa Cecilia. Cresciuto, impara a suonare anche il clarinetto, l’organo, e approfondisce materie come l’armonia e l’etnomusicologia, frequentando contemporaneamente il corso di laurea in Storia e Filosofia alla Sapienza.

Tastiera

La sua carriera come musicista inizia nella seconda metà degli anni Sessanta, quando si esibisce all’organo nello spettacolo teatrale e radiofonico Centominuti con Luigi De Filippo e Duilio del Prete. Negli stessi anni scrive sette brani dell’album eponimo di Gabriella Ferri. Grazie a quest’ultima, ottiene un’audizione alla RCA per il gruppo fondato da lui e il fratello Gianni: il Banco del Mutuo Soccorso.

Firmato il primo importante contratto, il complesso si esibisce in diversi festival, per poi debuttare nel 1972 con l’eponimo disco, reso immortale dalla musica ma anche dalla copertina con lo storico salvadanaio. Un LP che ha fatto la storia della nostra musica. Di seguito R.I.P.:

Seguono altri album di straordinaria importanza, da Darwin a Io sono nato libero, da Come in un’ultima cena a Canto di primavera, prima di vivere negli anni Ottanta una fase discretamente forunata in ambito pop rock. Ne è emblema un brano come Moby Dick:

La storia del gruppo prosegue di successo in successo, grazie anche al carisma e alla voce di Francesco Di Giacomo, ma anche dopo la scomparsa dello storico cantante la formazione non ha innalzato bandiera bianca. Il loro ultimo album, Transiberiana, è infatti datato 2019.

Oltre che con il Banco, Vittorio ha suonato anche da solista, specialmente dedicandosi alle composizioni per la danza contemporanea, per il cinema e per il teatro. Negli anni Duemila ha pubblicato un CD-libro, Movimenti, con sue composizioni e poesie di Alda Merini. Il suo secondo lavoro solista, Estremo Occidente, è invece datato 2009. Al suo interno sono presenti nove composizioni per pianoforte ispirate ad altrettanti esagrammi de I Ching, uno dei testi classici cinesi. Di seguito Kuai, lo straripamento:

Cosa fa oggi Vittorio Nocenzi? Continua a essere uno degli artisti di maggior spessore della musica italiana, impegnato sia con il Banco che da solista.

Sai che…

– Nel 2001 ha sottoscritto il manifesto artistico Il suono della parola e la lingua del bel canto con artisti come Franco Battiato, Angelo Branduardi e Francesco Guccini, promosso dalla Società Dante Alighieri per promuovere la musica italiana.

– Qual è la malattia di Vittorio Nocenzi? Il tastierista è stato colpito da un’emorragia cerebrale durante una vacanza nel luglio 2015, venendo subito ricoverato in un ospedale di Vallo della Lucania. Fortunatamente è riuscito però a riprendersi.

– Vittorio Nocenzi segue il calcio ed è un tifoso della Roma.

– Sulla vita privata di Vittorio Nocenzi conosciamo pochi dettagli. Sappiamo che è sposato e che ha diversi figli, ma non conosciamo il nome della moglie. Tra questi anche Viola Nocenzi, una figlia d’arte che ha già debuttato nel mondo della musica.