Chi era Roy Orbison, il leggendario cantautore di Oh, Pretty Woman

Chi era Roy Orbison, il leggendario cantautore di Oh, Pretty Woman

Roy Orbison: la carriera, la vita privata e tutte le curiosità sul cantautore di Oh, Pretty Woman.

La storia del grande rock and roll è stata fatta da artisti come Elvis Presley, senza dubbio, come Chuck Berry, Little Richard, Jerry Lee Lewis, ovviamente. Ma anche da qualche cantautore rimasto meno impresso nelle menti del grande pubblico rispetto ad alcune sue canzoni. È il caso di Roy Orbison, che ancora oggi tutti amiamo per Oh, Pretty Woman, ma che prima di raggiungere il successo internazionale ha saputo imprimere il suo marchio nella storia del genere. Riscopriamo alcune curiosità sulla sua carriera e la sua vita privata.

Chi era Roy Orbison: biografia e carriera

Roy Kelton Orbison nacque a Vernon, in Texas, il 23 aprile 1936 sotto il segno del Toro. Originario di una famiglia di estrazione operaia, si appassionò subito al mondo della musica, al punto da formare già a tredici anni il suo primo gruppo, i Wink Westerners.

Chitarra rock and roll

Un progetto di discreto successo, grazie anche a brani come Ooby Dooby, pubblicato nel 1956 e subito in grado di raggiungere le radio e di farlo scoprire ad alcuni importanti discografici. Iniziò così la fase probabilmente più florida della sua carriera, durata fino alla metà degli anni Sessanta. In questa manciata di anni scrisse e registrò tutti i suoi maggiori successi, tra cui brani leggendari come Only the Lonely e In Dreams, e raggiunse anche per la prima volta la testa della classifica Billboard Hot 100 con il singolo Running Scared:

Furono anni di grande fervore, che lo portarono a collaborare anche con i più grandi nomi dell’epoca, da Beatles ai Beach Boys e ai Rolling Stones. Ma quando i gusti musicali negli Stati Uniti cambiarono, Roy decise di abbandonare il rock and roll per dedicarsi a sonorità più vicine al mondo del country che lo fecero uscire dal grande giro. Di fatto il suo successo si arrestò all’improvviso, per tornare in auge, come in una sorta di revival, solo negli anni Ottanta, grazie al successo di brani come Oh, Pretty Woman, simbolo del quasi omonimo film di Gary Marshall con Julia Roberts e Richard Gere:

La morte di Roy Orbison

Roy scomparve improvvisamente per un arresto cardiaco il 6 dicembre 1988 nella casa della madre. Aveva deciso di appoggiarsi lì per riposarsi dopo un estenuante tour europeo. Aveva soli 52 anni.

Roy Orbison: la discografia in studio

1956 – Ooby Dooby
1961 – Lonely and Blue
1962 – Crying
1963 – In Dreams
1965 – There Is Only One Roy Orbison
1965 – Orbisongs
1966 – The Orbison Way
1966 – The Classic Roy Orbison
1967 – Roy Orbison Sings Don Gibson
1967 – The Fastest Guitar Alive
1967 – Cry Soflty Lonely One
1969 – Roy Orbison’s Many Moods
1970 – The Great Songs of Roy Orbison
1970 – Hank Williams by Roy Orbison Way
1970 – The Big O
1972 – Roy Sings
1972 – Memphis
1973 – Milestones
1974 – I’m Still in Love with You
1976 – Regeneration
1978 – Living Legend
1979 – Laminar Flow
1980 – Roadie
1985 – Class of ’55
1985 – Insignificance
1986 – Blue Velvet
1987 – Less Than Zero
1987 – Hiding Out
1988 – Traveling Wilburys Vol. 1
1989 – Mystery Girl
1989 – A Black & White Night Live
1992 – King of Hearts

La vita privata di Roy Orbison: moglie e figli

La vita privata di Roy Orbison fu davvero molto complessa, segnata da diverse tragedie. Sua moglie Claudette, risposata nel 1966 dopo un primo divorzio nel novembre 1964, morì in un incidente motociclistico circa due mesi dopo le seconde nozze.

Come se non bastasse, nel 1968, mentre era in Inghilterra per una serie di concerti, la sua abitazione di Nashville prese fuoco e nell’incendio persero la vita due dei suoi tre figli avuti dalla compianta moglie. Dopo questi drammi, riuscì a trovare la forza di risposarsi ed ebbe altri due figli, ma non dimenticò mai quanto gli era successo.

Sai che…

– Fu un buon amico di due Beatle, John Lennon e soprattutto George Harrison, con cui formò anche i Traveling Wilburys.

– Roy Orbison era cieco? In molti se lo chiedono ancora oggi, anche perché l’artista copriva sempre i suoi occhi dietro degli occhiali da sole neri. In realtà però non aveva problemi di vista, a quanto risulta.

– Su Instagram Roy Orbison ha un account ufficiale dedicato alla sua memoria.

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