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Chi era Mark Lanegan, l’ex Screaming Trees pioniere del grunge

Microfono cantante

Mark Lanegan: la carriera, la vita privata e tutte le curiosità sul cantante e leader degli Screaming Trees.

Ci sono personaggi che lasciano un’impronta indelebile nella vita di tante persone, e non solo nella musica. Mark Lanegan era una di queste. Cantautore di grandissimo successo, amato da milioni di fan per la sua voce inconfondibile, rauca, verace, grezza, ha vissuto una doppia carriera, raggiungendo i vertici del rock con gli Screaming Trees, mettendo le basi per il successo del grunge prima di reinventarsi con un cantautorato tutto suo, personale, sensibile, scuro e onesto. Due percorsi artistici che lo hanno trasformato da grande musicista a vera icona. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla sua carriera e la sua vita privata.

Chi era Mark Lanegan: la biografia

Mark William Lanegan nacque ad Ellensburg, Washington, il 25 novembre 1964 sotto il segno del Sagittario. Appassionato di musica fin da ragazzo, iniziò subito un percorso molto personale, raggiungendo un successo internazionale non ricercato e alquanto insospettabile come leader di una band, gli Screaming Trees, che mosse i primi passi nella scena rock psichedelica.

Microfono cantante
Microfono cantante

Gli esperimenti sonori e il sound del gruppo, sporco e frustrante, finirono per porre le basi all’esplosione del movimento grunge di Seattle, che rivoluzionerà del tutto la musica rock a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta.

Insieme all’attività con la band, già nel 1990 Lanegan diede vita a un percorso da solista con l’album The Winding Sheet, acclamato dalla critica anche perché totalmente differente dal sound degli Screaming Trees, in un momento in cui il gruppo era ai vertici del proprio successo. Non a caso, due anni dopo con la hit Nearly Lost You, inserita nella colonna sonora del film Singles – L’amore è un gioco di Cameron Crow, ottennero il definitivo successo internazionale:

Nel 1993 si dedicò al suo secondo album solista, Whiskey for the Holy Ghost, pubblicato nei primi giorni del 1994. Prodotto con l’aiuto di Mike Johnson e con altri musicisti di grande talento, viene ritenuto dalla critica il suo più grande capolavoro.

Finì in questo periodo l’avventura straordinaria degli Screaming Trees e iniziò per Mark un momento molto duro, caratterizzato anche da una drammatica dipendenza dalle droghe e dall’alcol. Consapevole di non poter continuare ancora a lungo a farsi così del male, nel 1997 scelse di ricoverarsi in una clinica per disintossicarsi. Ne uscì nel 1998 e iniziò subito a lavorare sul suo terzo album solista, Scraps at Midnight, seguito nel 1999 dall’album di cover I’ll Take Care of You, disco la cui title track, rivisitazione di un brano di Brook Benton, si trasformò in uno dei suoi maggiori successi:

Nel 1999 si riunì agli Screaming Trees per un nuovo album e due tappe al Viper Rooms di Los Angeles per dare il definitivo addio ai fan. Chiusa questa parentesi, si dedicò nuovamente al percorso solista, ripartendo dall’album Field Songs.

Per un breve periodo, nel 2001, si avvicinò anche ai Queens of the Stone Age e con Greg Dulli. Furono anni d’intensi impegni, tra i suoi lavori da solista e le collaborazioni con artisti importanti come Josh Homme, PJ Harvey e Isobel Campbell. Il suo ultimo album, Straight Songs of Sorrow, è uscito nel 2020.

Mark Lanegan: la morte

In maniera improvvisa, Mark Lanegan è morto il 22 febbraio 2022. La notizia è stata confermata dalla sua famiglia attraverso il suo account social con un messaggio stringato e privo di spiegazioni: “Il nostro amato Mark se n’è andato questa mattina nella sua casa di Killarney, in Irlanda. Il cantante, musicista e scrittore lascia la moglie Shelley. Al momento non ci sono altre informazioni. La famiglia chiede di rispettare la propria privacy“.

Non sono state rese note la causa della morte, e molti fan si sono chiesti se sia stato il Covid a uccidere il grande cantante. L’artista era risultato positivo alcuni mesi fa, e aveva ammesso di aver cambiato idea sull’importanza dei vaccini proprio dopo aver sofferto per la malattia sulla sua pelle: “Ora sto molto meglio, ma è stato assurdo. Ho degli strascichi. Il virus mi ha attaccato dove avevo già subito dei traumi, come un ginocchio che mi fa ancora male. (…) Qualunque cosa possa impedire che ricapiti, sarò in prima fila“.

Mark Lanegan: la discografia in studio

1990 – The Winding Sheet

1994 – Whiskey for the Holy Ghost

1998 – Scraps at Midnight

1999 – I’ll Take Care of You

2001 – Field Songs

2004 – Bubblegum

2012 – Blues Funeral come Mark Lanegan Band

2013 – Imitations

2014 – Phantom Radio

2017 – Gargoyle

2019 – Somebody’s Knocking

2020 – Straight Songs of Sorrow

La vita privata di Mark Lanegan

Mark non era un amante del gossip e si era sempre tenuto distante dal chiacchiericcio e dai rotocalchi rosa. Sappiamo però che era sposato con una donna, Shelley, in grado di rimanergli accanto fino all’ultimo.

Sai che…

– Nel 1995 ha preso parte al progetto Mad Season, un supergruppo con gli artisti simbolo del grunge, come Layne Staley degli Alice in Chains, Mike McCready dei Pearl Jam e il suo compagno di gruppo Berrett Martin.

– Ha partecipato con Greg Dulli e il progetto Gutter Twins a un concerto a Roma degli Afterhours nel 2005.

– Mark era anche scrittore e aveva dato alle stampe due libri.

– Ha iniziato la carriera da batterista, ma ha dichiarato di essere stato talmente scarso da essere stato preso e direttamente messo al microfono.

– Su Instagram Mark Lanegan ha un account non ufficiale da decine di migliaia di follower, con un solo post. Utilizzava molto più spesso l’account Twitter.

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ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2023 10:09

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