Capo Plaza, Plaza: la recensione del secondo album di inediti del trapper di origini salernitane, disco del definitivo salto di qualità dell’artista.

Il ‘giovane fuoriclasse’ della trap italiana è cresciuto, e prova fare i conti col suo passato e la sua storia. Il secondo disco di Capo Plaza, intitolato semplicemente Plaza, vuole essere la prova del nove della sua carriera, il passaporto definitivo per il successo in Italia e nel mondo. Un progetto ambizioso che ha i numeri per riuscire nel proprio intento, ma si porta dietro i difetti di un universo che continua a faticare a staccarsi dall’età dell’immaturità.

Capo Plaza: la recensione di Plaza

Il 2020 della musica italiana si era chiuso metaforicamente con Famoso di Sfera Ebbasta. In un certo senso la pubblicazione di Plaza in queste prime settimane del 2021 rappresenta un segno di continuità. Non a caso Sfera lo ritroviamo anche in un brano di questo disco Demonio. Una sorta di passaggio di consegne, da maestro ad allievo, visti i trascorsi dei due.

Con Plaza l’artista campano prova a fare il definitivo salto di qualità. Sono prove di grandezza le sue. Prove di grandezza non del tutto superate. Il riferimento dell’album è evidentemente Pop Smoke, il compianto trapper morto nel 2020 ma capace di lasciare in eredità un album da milioni di ascolti. La trap italiana guarda alla drill internazionale, nel suo lato più conscious, per raccontare le storie da strada del giovane partito dal nulla per arrivare al successo. Ma riesce solo in parte a raggiungere certi livelli.

Rapper
Rapper

Le storie raccontate da Plaza, che dovrebbero essere personali, trovano rifugio sempre nei cliché di cui il mondo della trap, ma potremmo dire più in genere dell’hip hop dagli anni Novanta in poi, non vuole proprio liberarsi. E d’altronde quei cliché, che ormai hanno davvero poco senso, continuano a piacere al pubblico di fedelissimi, che ama immedesimarsi in storie spesso così lontane dalla realtà da apparire fuori da ogni spazio e ogni tempo.

È pur vero che Plaza tenta di scollarsene di tanto in tanto, e riesce a presentare testi e rime che partendo da un territorio comune vanno a disegnare un quadro ben più personale e veritiero. Lo fa bene in tracce come l’opener Track 1 o in Fiamme alte, molto meno in filler come Pochette. Discreto il lavoro dei producer Ava e Mojobeatz, che giocano anche con un campionamento importante, citando Dilemma di Nelly in Street.

Se musicalmente abbiamo detto che il riferimento è alla drill (il che rende l’insieme un po’ monotono), è nei featuring che l’artista campano tenta il colpaccio da milioni di streaming. Troviamo così una serie di nomi internazionali, come A Boogie Wit da Hoodie, più che buono in No Stress, o lo spento Gunna, che collabora con Plaza in VVS, forse il pezzo meno riuscito del disco. Si prosegue quindi con il diciannovenne Lil Tjay, il cui flow personalissimo fa rifulgere la per il resto pallida Richard Millie, e con il rapper tedesco di Luciano, altro personaggio dallo stile originale, ma incapace di far volare un pezzo carico di banalità come Ferrari.

Il risultato nell’insieme è un lavoro che raggiungerà il proprio obiettivo, farà grandi numeri e probabilmente rimarrà uno dei long seller di questo 2021. Chi si aspettava qualcosa di rivoluzionario, però, è destinato a rimanere a bocca asciutta. Specialmente se non mastica a fondo il genere.

Plaza: la tracklist

1 – Track 1
2 – Plaza
3 – VVS (feat. Gunna)
4 – Allenamento #4
5 – Fiamme alte
6 – Demonio (feat. Sfera Ebbasta)
7 – Street
8 – OMG
9 – Richard Millie (feat. Lil Tjay)
10 – No Stress (feat. A Boogie Wit da Hoodie)
11 – Non fare così
12 – Ferrari (feat. Luciano)
13 – Pochette
14 – Successo
15 – Tevez
16 – Ultimo banco

Top: No Stress

Flop: VVS

Voto: 6

Di seguito il video di No Stress:

Capo Plaza recensioni strillo

ultimo aggiornamento: 22-01-2021


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