C’è un filo che lega la Pavia degli anni Ottanta a un ragazzo con gli occhiali spessi, chiuso in soffitta a costruire modellini d’aereo, e il Max Pezzali che tutti conosciamo oggi.
Un artista capace di attraversare tre decenni di musica italiana restando sempre riconoscibile. È proprio questo percorso, dagli esordi in cantina fino ai grandi stadi, che l’ex leader degli 883 racconta in prima persona in I cowboy non mollano mai – La mia storia, il libro in uscita in libreria dal 29 settembre per 320 pagine, al prezzo di 18,90 euro.
L’uscita arriva in un momento particolarmente favorevole per Pezzali, reduce dal successo della serie tv Hanno ucciso l’uomo ragno e in attesa della seconda stagione dello show, che continua ad alimentare l’interesse verso la sua storia personale e artistica.
Un’infanzia lontana dai cliché
Il libro parte da lontano: dalla famiglia di piccoli commercianti pavesi alle prese con un negozio di fiori, dal ragazzino che odiava lo sport e preferiva rifugiarsi tra soldatini e modellini, sognando cowboy invece che pallone. Crescendo, Pezzali si allontana consapevolmente dalla Pavia “bene”, quella dei circoli di canottaggio e dei golfini annodati sulle spalle, per avvicinarsi a un giro di amicizie punk, all’heavy metal, ai Sex Pistols, alla new wave e a Springsteen.
È in questo contesto che nasce il sodalizio con il compagno di banco Mauro, per tutti “Flash”: un’amicizia che diventerà il motore della futura avventura musicale. Accomunati dal desiderio di allontanarsi dai pregiudizi di una città che sentivano stretta, i due decidono di trasformare la musica in uno strumento per raccontarsi davvero.

Dalla cantina di Pavia ai palazzetti, passando per gli 883
Con il suo stile diretto, franco e ironico che i fan conoscono bene, Pezzali ripercorre le tappe che hanno segnato la sua vita: gli anni di scuola tra amicizie e primi scontri, la breve infatuazione per il rap, le prime comitive, le serate al bar e le lunghe sessioni in cantina insieme a Mauro, tra canzoni abbozzate e il sogno, allora lontanissimo, dell’America.
Da lì il racconto arriva al successo improvviso degli 883 e agli anni d’oro del duo, passando per esperienze meno note al grande pubblico come quella vissuta alla Croce Rossa, la passione per le Harley-Davidson, i rapporti sentimentali, le difficoltà quotidiane e i viaggi che, come racconta lo stesso Pezzali, hanno contribuito a formare il suo sguardo sul mondo.
Il volume prosegue poi con il capitolo della carriera da solista: le tournée nei palazzetti, un rapporto con la critica non sempre semplice, fino alla piena consacrazione degli ultimi anni, quella che ha reso Max Pezzali una delle voci più amate e trasversali della musica leggera italiana.
Una colonna sonora di più generazioni
A introdurre il libro, le parole scelte per presentarlo restituiscono bene il senso dell’operazione editoriale: il percorso di Pezzali, dagli 883 ai grandi stadi passando per il successo televisivo, viene descritto come la prova che la musica sa superare il tempo e mettere in dialogo generazioni diverse. Le sue canzoni hanno accompagnato infanzia, adolescenza ed età adulta di milioni di persone, trasformandolo in un’icona senza tempo della cultura popolare italiana.
I cowboy non mollano mai si propone quindi non solo come un’autobiografia, ma come uno specchio in cui molti lettori, cresciuti a colpi di ritornelli degli 883 e poi delle hit da solista, potranno ritrovare pezzi della propria storia personale.