Sanremo 2021, le pagelle della seconda serata: Lo Stato Sociale sugli scudi, male Random

Sanremo 2021, le pagelle della seconda serata: Lo Stato Sociale sugli scudi, male Random

Le pagelle della seconda serata di Sanremo 2021: i promossi e i bocciati tra le Nuove Proposte e i Campioni del Festival della canzone italiana.

Seconda serata di Sanremo 2021. Completato il quadro delle canzoni in gara. Ora possiamo avere le idee più chiare, anche se tutti i brani necessitano di più ascolti per poter essere compresi appieno. Per ora la sensazione è che il livello non sia eccezionale, ma siamo pronti a essere smentiti. Ecco i promossi e i bocciati della seconda serata.

Amadeus

Sanremo 2021: le pagelle delle Nuove Proposte

Wrongonyou: 7

Marco è più Big di molti Big in gara quest’anno, ha esperienza, ha idee chiare e un pezzo che funziona. Non si scompone sul palco e regala una performance ampiamente sufficiente. Categoria superiore.

Greta Zuccoli: 6

La pupilla di Diodato canta bene, è elegante e presenta un brano dall’inciso raffinato, dal bridge sottilmente intelaiato, ma dall’arrangiamento forse anche troppo sobrio. Può crescere molto, il potenziale già si vede. Promettente.

Davide Shorty: 7

Sull’inciso, soprattutto sul primo, appare incerto, fragile. Ma Shorty ha uno dei pezzi più interessanti musicalmente non solo tra i Giovani, ma di tutta la kermesse, un R&B dal groove funkeggiante, con una strofa rappata che ci porta agli anni Novanta. Poliedrico.

Dellai: 6

Sono i più acerbi questa sera, ma la loro canzone è giovane e frizzante, anche se nulla di particolarmente innovativo e originale. Se la godono fino alla fine, ed è giusto così. Affiatati.

Sanremo 2021: le pagelle dei Campioni

Orietta Berti: 7

Con Orietta Sanremo torna il Festival di qualche anno fa, quello che conservava gelosamente la tradizione. Oggi le cose sono cambiate, e per questo i ritorni si fanno apprezzare di più. Ad ogni modo la sua intonazione fa sfigurare tanti ‘rivali’, mentre il brano resta ancorato a un’impostazione classica. Materna.

Orietta Berti

Bugo: 7

Questo è il Bugo che avremmo voluto vedere. Dopo la sbornia di popolarità causata dal Bugo-gate dello scorso anno, Cristian è tornato il cantautore del disagio che ha fatto innamorare migliaia di persone tra fine anni Novanta e inizio anni Duemila. E vedere quel disagio un po’ infantile rappresentato sul palco dell’Ariston, oggi non ha prezzo. Per l’intonazione e il resto, chiedere altrove. Confuso e felice.

Bugo

Gaia: 5

La vincitrice di Amici 2020 porta una ventata di Sud America, con richiami mediterranei, sul palco dell’Ariston. Il pezzo è fresco e canticchiabile, ma nell’insieme non rapisce. Meglio quando canta in portoghese. Scontata.

Gaia Gozzi

Lo Stato Sociale: 8

Avevano promesso sorprese, avevano annunciato che Lodo non avrebbe cantato… E sono stati di parola. Il loro è un minispettacolo, con il rock and roll di bennatiana memoria, molto scanzonato, che passa in secondo piano rispetto ai cambi d’abito, ai personaggi interpretati, ai mille richiami a un certo immaginario cultural-musicale. E l’idea di Lodo nella scatola è semplice ma molto efficace. Irrefrenabili.

Lo Stato Sociale

La Rappresentante di Lista: 6

Un pezzo apparentemente sanremese, nelle strofe e in parte nell’inciso, ma ricco di cambi di sfumature e atmosfere. La performance è convincente, ma Amare necessita di ulteriori ascolti per poter essere capita fino in fondo. Multiforme.

Malika Ayane: 7

Un tocco di classe anche all’interno di un pezzo dall’inciso potentemente pop. Non c’è nulla d’innovativo, ma la performance della Ayane resta impressa come una delle migliori di questa prima ondata di canzoni dei Big. Impeccabile.

Malika Ayane

Ermal Meta: 6

Avrà anche lui bisogno di più ascolti per poter imprimere il proprio inciso nella nostra mente, ma la ballad con cui si presenta quest’anno sembra troppo troppo scontata per lui, artista che in passato ha abituato a uscire dai canoni dell’ovvietà. Magari ci farà ricredere nelle prossime sere. Impigrito.

Ermal Meta

Extraliscio feat. Davide Toffolo: 6

La proposta più stravagante di questa edizione si rivela tutto sommato apprezzabile da molti. Il folk che viene fuori dall’unione del punk da balera degli Extralisco e la carica eversiva di Toffolo (peraltro piuttosto contenuta) si adatta alquanto all’Ariston. Il risultato è buono, ma nulla più. Frenati.

Random: 4

Brano atipico per un rapper, una ballata dalle atmosfere soul che poco si addice al suo potenziale. Una canzone non bella e nell’occasione, magari per l’emozione, cantata anche male. Così non reggerebbe nemmeno tra le Nuove Proposte. Fuori luogo.

Fulminacci: 6

Non una grandissima partenza per Fulminacci, ma il pezzo non è brutto e può crescere ascolto dopo ascolto, anche se non mancano momenti ingenui. Altalenante.

Willie Peyote: 7

Guglielmo non doveva andare a Sanremo. Lo ha detto chiaramente, non è un artista adatto a questo palco. Ma ora che c’è prova a giocare, si piega in parte a determinate logiche, ma almeno prova a parlare di attualità. Il testo è arguto, l’inciso trascinante. Vedremo se vorrà sciogliersi o meno nelle prossime serate sul palco. Impertinente.

Gio Evan: 6

Probabilmente l’ultimo artista molfettese con i capelli ricci a calcare il palco dell’Ariston era stato Mikimix. Che all’epoca però non aveva ancora i capelli ricci. Detto questo, Evan ha la teatralità del miglior Cristicchi (altro riccioluto), ma sulla voce sembrerebbe dover lavorare ancora un po’. Il pezzo non è straordinario, ma necessita di altri ascolti per essere inquadrato. Per ora… Fuori dagli schemi.

Irama: sv

Giudicare un’esibizione da una registrazione sarebbe un mero esercizio di stile. Possiamo dire che il brano, con richiami dance ed elementi tipici del suo stile, non aggiunge molto alla storia musicale di Filippo. Anzi, alla lunga potrebbe venire a noia e meritare un’insufficienza. Ad ogni modo, il giudizio è sospeso. Sfortunato.

Irama

Sanremo 2021: le pagelle degli ospiti

Laura Pausini: 8

Il brano è di un altro spessore rispetto alla gran parte dei pezzi pop presantati sul palco quest’anno, ovviamente. La cantante di Solarolo è emozionatissima, e non canta benissimo. Ma ha vinto l’ennesimo premio straordinario, e anche solo per questo merita un votone. Internazionale.

Laura Pausini

Il Volo: 8

Possono stare simpatici o antipatici, ma i tre ragazzi del Volo sanno cantare. E se gli chiedi d’interpretare Morricone il risultato non può che essere un turbinio di emozioni, anche in condizioni così difficili. Internazionali (bis).

Il Volo

Elodie: 6

Il super medley proposto dalla cantante romana si rivela un mappazzone in parte in playback che finisce per far perdere le coordinate anche a un’interprete di talento come lei. Quanto è vero che il troppo stroppia… Comunque molto meglio nel duetto con Fiorello, e chiude in bellezza cantando Mina con il suo vecchio ensamble jazz. Crescescendo rossiniano.

Elodie

Gigliola Cinquetti, Fausto Leali, Marcella Bella: 7

La staffetta fra tre grandi personaggi della nostra storia musicale è un omaggio all’eleganza senza tempo di Gigliola, alla vena blues di Fausto e all’eccentrica espressività di Marcella. Un tuffo nel passato che riporta alla mente ricordi e sensazioni mai dimenticate. Evergreen.

Gigi D’Alessio, Samurai Jay, Ivan Granatino, Enzo Dong, Lele Blade: 6

Una ventata di freschezza per Gigi, che da un anno a questa parte ha preso a cuore la scena rap e trap partenopea, ringiovanendo il suo stile e mostrando un nuovo lato di sé. Il risultato però stasera è confusionario, e non solo per l’emozione. Lavori in corso.

Achille Lauro: 6

Il secondo ‘quadro’ di Lauro lo vede dividere il palco con Claudio Santamaria e Francesca Barra, impegnati in un twist che richiama John Travolta e Uma Thurman in Pulp Fiction. Il tutto sulle note di Bam Bam Twist, e con il cantante adornato con una lunghissima treccia rossa. Pochi frizzi, pochi lazzi, ma una performance tutto sommato piacevole. Quasi sobrio.