Rocco Hunt fa un regalo al bimbo di 6 anni picchiato a Ventimiglia

Rocco Hunt fa un regalo al bimbo di 6 anni picchiato a Ventimiglia

Rocco Hunt ha invitato il bambino di 6 anni di Ventimiglia picchiato lo scorso dicembre a un suo concerto.

Rocco Hunt ha un cuore d’oro, come dimostrato più volte nella sua carriera! Lo ha fatto ancora una volta nelle ultime ore, con un gesto che ha trovato il plauso di tutti i suoi fan. Il rapper campano ha infatti voluto mandare un video messaggio al piccolo bimbo di 6 anni picchiato e ferito a Ventimiglia lo scorso 19 dicembre. Il pestaggio brutale subito dal bambino, probabilmente da parte della nonna e del suo compagno, ha indignato l’Italia intera, compreso l’artista, che ha voluto muoversi in prima persona per dare un aiuto al piccolo R.

Il messaggio di Rocco Hunt per il bimbo di Ventimiglia

Ciao R., sono Rocco. Ti mando questo video per salutarti, perché mi hanno detto che sei un mio grande fan, ti piacciono tantissimo le mie canzoni e questa cosa mi riempie di gioia“, ha affermato Hunt all’inizio di un videomessaggio inviato al bimbo di Ventimiglia.

Rocco Hunt

Nel video inviato al bimbo, il cantante gli ha raccomandato di non mollare mai, perché arriveranno anche momenti molto belli nella sua vita, in cui magari potranno cantare e ballare insieme a un suo concerto: “Un giorno ci vedremo tutti quanti a cantare e a ballare a un mio concerto. Anzi, ti aspetto“. Un bel gesto che è stato apprezzato anche dalla famiglia del bimbo, ancora ricoverato all’ospedale Gaslini di Genova.

Rocco come Acerbi

Il bel videomessaggio di Rocco Hunt arriva pochi giorni dopo quello di un altro grande idolo del piccolo R., il calciatore dell’Inter Francesco Acerbi, che aveva invitato il piccolo tifoso a una partita a San Siro. A dimostrazione di quanto la sua storia abbia colpito tutti quanti al cuore.

Le indagini intanto stanno proseguendo, tra false piste e nuovi indizi. Con una nota nelle ultime ore la Procura della Repubblica di Imperia ha però chiarito che le lesioni “non paiono ricondurre a condotte volontarie di percosse e maltrattamento“. A chiarire quello che è davvero successo sarà solo il bimbo, una volta che le sue condizioni di salute saranno migliorate.