Robbie Williams shock: “Questo lavoro finirà per uccidermi”

Guardiamo spesso con invidia alle celebrità, pensando che abbiano una vita perfetta: Robbie Williams è l’esempio che le cose non stanno affatto così.

Robbie Williams ha rilasciato una intervista a dir poco commovente al The Sunday Times Magazine, dove si è lasciato andare a dichiarazioni importanti. Il cantante inglese, che continua a mietere un successo dopo l’altro, sta combattendo una sua battaglia tra le mura di casa sua, lontano dai riflettori. La battaglia è quella contro la depressione e in generale contro una fragilità psichica che il suo successo mondiale ha forse contribuito a peggiorare.

Robbie Williams

Chiuso in hotel per evitare i “no”

L’ex Take That non ha mai fatto mistero di soffrire di alcuni problemi psichici, che lo portano a sentirsi spesso sull’orlo della depressione. Nel corso dell’intervista al The Sunday Times Magazine il cantante ha dichiarato di avere difficoltà nei rapporti con i fan:

“Odio dire di no, perché non voglio che pensino che io sia una brutta persona. Ma non mi piace dire di sì, perchè sono impacciato nei rapporti umani e ogni volta che incontro uno sconosciuto è un trauma per me”.

Per questo motivo, quando si trova in tour, Robbie preferisce restarsene chiuso in hotel piuttosto che andarsene in giro, anche perché soffre di una forma di agorafobia.

“Non mi sto lamentando. Avrei comunque fatto carte false per essere dove sono adesso, sto solo dicendo che quando succede ‘A’, su di me ha un effetto ‘B‘”.

Dichiarazioni scioccanti

Parlando a cuore aperto con l’intervistatore, Robbie si è anche lasciato andare a un’affermazione che non può che mettere in allarme il suo pubblico, ma anche i suoi cari:

“Questo lavoro è davvero dannoso per la mia salute. Finirà per uccidermi. A meno che io non impari a vedere le cose in un modo diverso”.

Purtroppo non è raro che le celebrità non reggano al peso della fama e non trovino vie di uscita alla depressione; di recente il mondo della musica è stato sconvolto dal suicidio di Chris Cornell e poi di Chester Bennington dei Linkin Park. Questo deve far capire come sia importante non trascurare mai malattie come questa e cercare l’aiuto necessario non solo negli affetti, ma soprattutto nelle cure psichiatriche.

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ultimo aggiornamento: 05-09-2017

Caterina Saracino