L’Eurovision 2023 può svolgersi in Italia nel 2023? Spunta un’ipotesi clamorosa

L’Eurovision 2023 può svolgersi in Italia nel 2023? Spunta un’ipotesi clamorosa

L’Italia potrebbe ospitare l’Eurovision anche nel 2023? Spunta l’ipotesi, ma la verità è un’altra. E Zelensky ha idee diverse.

L’Eurovision Song Contest 2022 è appena terminato, ma l’Italia ha ancora voglia di grande musica e di grandi eventi. Non a caso, a pochi giorni dalla vittoria dell’Ucraina, complice la guerra che sta sconvolgendo il Paese, in molti si chiedono se sia possibile che, in qualche modo, l’Italia possa soccorrere Kiev riprendendosi la responsabilità del Contest anche il prossimo anno.

Già la Spagna ha dato la sua disponibilità a ospitare l’evento in caso di forfait dell’Ucraina, ma a dare maggior peso a un’ipotesi italiana è stata una notizia spuntata sul web in queste ore. Secondo qualcuno, da regolamento, qualora l’Ucraina non potesse ospitare l’Eurovision, spetterebbe di nuovo al Paese che ha ospitato il precedente farsene carico. Una notizia che ha entusiasmato i fan, ma che non è altro che una fake news.

Eurovision 2023: Ucraina o… cosa succede in caso di rifiuto?

In effetti, nel regolamento dell’Ebu non c’è alcuna procedura specifica qualora un Paese detentore del titolo decidesse di rifiutare di organizzare l’evento, per qualunque motivo. Solitamente casi del genere, rarissimi, vengono valutati a seconda del contesto. Per una norma non scritta, dovrebbe essere il Paese arrivato secondo in classifica il primo a essere interpellato in caso di forfait, e in un secondo momento si potrebbe dar peso a chi manifesta la propria disponibilità.

Eurovision Song Contest

In linea teorica, quindi, l’Italia potrebbe comunque proporsi in caso di forfait dell’Ucraina, ma non avrebbe alcun diritto di prelazione né alcun vantaggio in particolare.

D’altronde lo stesso presidente Zelensky ha chiarito che il Paese non farà alcun passo indietro e ospiterà senza problemi la kermesse. Lo ha annunciato lo stesso numero uno di Kiev con un messaggio sui social: “L’anno prossimo l’Ucraina ospiterà l’Eurovision! Per la terza volta nella sua storia“. E tra le sue parole si legge un’intenzione di portare, qualora si potesse, il festival addirittura a Mariupol.

Eurovision: i rifiuti del passato

Vale la pena comunque andare a vedere cosa è successo in passato in caso di rifiuti da parte del Paese vincitore. Il primo nella storia è accaduto nel 1972 con il trionfo del Principato di Monaco. Non trovando un accordo con la Francia, il Paese dovette fare un passo indietro. Dopo i dinieghi della Spagna seconda classificata e della Germania Ovest, terza in classifica, a prendersi l’evento fu il Regno Unito, che scelse di portare l’Eurovision a Edimburgo.

Nel 1980 vinse Israele, già organizzatore dell’evento precedente. Il Paese rifiutò però il bis e, dopo i ‘no’ delle altre due nazioni in ordine di classifica, Spagna e Regno Unito, a prendersi l’onore dell’organizzazione furono i Paesi Bassi.

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