La tragica storia di Layne Staley, l’anima fragile degli Alice in Chains

La tragica storia di Layne Staley, l’anima fragile degli Alice in Chains

Layne Staley: la carriera, la vita privata, la morte e le curiosità sul frontman degli Alice in Chains e dei Mad Season.

Quando c’è da scegliere la voce più bella della storia del rock, il suo nome spesso viene chiamato in causa. A maggior ragione se ci si limita al solo grunge. Stiamo parlando di Layne Staley, lo storico frontman degli Alice in Chains. Un artista crepuscolare, tanto talentuoso quanto fragile. Se la vita di un’altra icona del grunge, Kurt Cobain, è stata ricca di dolore, quella di Layne Staley non è stata da meno. Questa è la sua triste storia.

Chi è Layne Staley: biografia e carriera

Layne Thomas Staley nacque il 22 agosto 1967 sotto il segno del Leone a Kirkland, nello Stato di Washington. Figlio di un uomo con grandi problemi di dipendenza da alcol e droghe, Layne si mostrò fin da subito interessato alla musica.

Microfono cantante

Soffrì molto da bambino per il divorzio dei genitori, un trauma che lo portò a manifestare segni di disagio già durante gli anni del liceo, quando venne coinvolto in diversi episodi di violenza e in risse. Anche per questo motivo la scuola decise di iscriverlo in un istituto per giovani con problemi relazionali. In questi anni così difficili iniziò a scrivere poesie e a suonare la batteria in una band, ma si avvicinò anche al fumo e all’alcol.

Durante una serata presso il locale Music Bank di Seattle conobbe Jerry Cantrell. I due si trovarono subito in sintonia, e in poco tempo Layne decise di abbandonare il suo primo gruppo per formare con il nuovo amico gli Alice in Chains nel 1987.

Dopo circa due anni di ricerca di un contratto la band approdò alla Columbia proprio negli anni dell’esplosione del grunge. In una manciata di anni lanciarono dei capolavori del genere, come Facelift, Dirt e Alice in Chains.

Di seguito Man in the Box, uno dei maggiori successi degli Alice in Chains:

Fu in questi anni di grande successo che Layne abusò maggiormente di eroina, tanto da faticare molto nello star dietro agli impegni della band, che di fatto non poté partire per i tour promozionali per gli ultimi due album a causa dei suoi problemi.

Pur entrando e uscendo più volte da cliniche per disintossicarsi, Layne non riuscì mai a liberarsi dei suoi fantasmi. Nel 1994 gli Alice decisero di mettersi in pausa, e Layne entrò in una nuova formazione, i Mad Season, band fondata da Mike McCready, chitarrista solista dei Pearl Jam. Il loro successo più grande fu River of Deceit:

La sua carriera continuò comunque a declinare a causa della sua dipendenza. Il cantante si ritirò a vita privata, distrutto da una serie di lutti che avevano caratterizzato la sua vita dalla seconda metà degli anni Novanta.

La morte di Layne Staley

Deluso dalla vita e dal music business, si chiuse nel suo appartamento di Seattle, messo in ginocchio sia fisicamente che psicologicamente dall’eroina. Le sue braccia, stando a quanto riferito dagli ultimi testimoni della sua vita, erano infestate da pustole. I denti gli cadevano. La circolazione nella mano era ormai discontinua, e aveva perso almeno l’uso di un dito.

L’unica cosa che lo spingeva a vivere era trovare una dose di quella che definiva la sua medicina. Il suo ultimo tentativo di rientrare nel giro fu una collaborazione con alcuni artisti, tra cui Tom Morello, per il progetto Class of ’99, ma anche questo naufragò a causa delle sue condizioni deprecabili. Nel febbraio 2002 rilasciò un’ultima intervista. Poche settimane dopo, il 19 aprile 2002, il suo corpo fu trovato senza vita nel suo appartamento. A ucciderlo a soli 34 anni, il 5 aprile, era stato un mix di droghe, il cosiddetto speedball, ovvero la miscela di eroina o morfina con cocaina o crack.

La vita privata di Layne Staley

L’unico vero grande amore di Layne Staley fu Demri Lara Parrott, un’aspirante modella che amava il teatro, la filosofia, la poesia e l’arte. I due rimasero assieme per poco meno di dieci anni. A distruggere la loro storia d’amore fu la morte di Demri il 29 ottobre 1996, uccisa da un’endocardite batterica. Dopo la scomparsa della sua amata, Layne capì definitivamente che aveva i giorni contati e che non gli restava altro che morire.

Sai che…

– Layne Staley era alto 1 metro e 85.

– Da giovane amava gruppi metal come Anthrax, Van Halen, Judas Priest e ovviamente Black Sabbath.

Mark Lanegan degli Screaming Trees era un suo grande amico, ma tra le tante persone che avevano con lui un buon rapporto c’erano anche Eddie Vedder e Chris Cornell.

– Dopo la sua morte, la madre di Layne fondò un’associazione no profit per prevenire il recupero dei tossicodipendenti.

– Nella sua ultima intervista, Layne Staley rilasciò dichiarazioni che mettono i brividi: “Questa droga del cazzo è per me come l’insulina di cui un diabetico ha bisogno di sopravvivere. So d’aver compiuto un grande errore quando ho iniziato a usare questa merda. […] Il mio fegato non funziona più, vomito sempre e mi cago addosso. […] So che sto morendo. Sono anni che mi faccio di eroina e di crack. Non ho mai avuto intenzione di terminare la mia vita in questo modo, ma so di non avere speranze. È troppo tardi“.

Un video tratto dall’Mtv Unplugged degli Alice in Chains:

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